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DOPO IL RECORD DI ASCOLTI DI ‘VIENI VIA CON ME’, PIOVONO LE CRITICHE SU MASI

Il grande successo di ascolti registrato ieri sera dal programma ‘Vieni via con me’, da molti è stato visto come una sconfitta del direttore della Rai, Mauro Masi. Nonostante la propaganda contraria, ieri, ben 7.622.677 italiani hanno guardato il programma.
“Ieri sera è stata sonoramente sconfitta la logica censoria di Masi. E’ ora che l’attuale dirigenza Rai sloggi – dice Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci-Fds – per manifesta incapacità a governare l’azienda”.
“Io rispondo al cda e all’azionista. Ma i giornalisti devono sapere che ho due obiettivi. Il risanamento dei conti – già avviato – e rendere effettivamente pluralista la Rai. Cioè, far vivere sul serio le regole del contraddittorio. Il mio più grande nemico è il pensiero unico. Se per portare a casa questi risultati devo incassare delle sfiducie ne prendo anche una al giorno”. Si difende Masi in un’intervista a Repubblica ma, intanto, il sindacato dei giornalisti Usigrai ha indetto, da oggi, un referendum per costringerlo alle dimissioni mentre è stata fissata al 22 novembre la discussione alla Camera della mozione di condanna di Fli nei suoi confronti.
“Anche osservatori poco teneri con me – continua Masi – condividono la linea dell’azienda” sui compensi. “Ci sono sprechi da eliminare. Abbiamo già iniziato e faremo – assicura – una riflessione molto seria anche sui diritti sportivi. Certe cifre folli non possiamo permettercele. Una partita della nazionale – sottolinea – che pure il servizio pubblico deve seguire, costa ormai parecchi milioni e noi siamo alle prese con un risanamento che punta a mantenere i livelli occupazionali. Tra una partita dell’Italia e i posti di lavoro io scelgo i posti di lavoro”. Comunque, continua, “non sono un censore, non ho mai messo il bavaglio a nessuno. Voglio essere giudicato sui fatti. I fatti dicono che tutte le trasmissioni sono in onda. Ma tutti dovrebbero rispettare le stesse regole”.
Riguardo le accuse di filo-berlusconismo Masi sostiene che questa “è un’enormità. Lo dimostra il fatto che a destra mi criticano perché ci sono troppi talk show di segno opposto”. Sulla prosecuzione di Annozero anche a gennaio il direttore generale infine sostiene che “non è detto. Non escludo nulla e anche Santoro, che è sempre imprevedibile, non esclude nulla. Con lui avevamo avviato una trattativa utile per tutti. La Rai poteva recuperare uno spazio editoriale che Santoro occupa grazie a due sentenze uniche nel mondo civile, ma penso anche nella galassia più sperduta. Roba da extraterrestri. Allo stesso tempo l’azienda poteva usare la professionalità di Michele in altro modo”.
Antonietta Gallo

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