DL SEMPLIFICAZIONI: PER UE PERMANGONO DUBBI SULL’ACCESSO DISAGGREGATO

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Il dl semplificazioni ha avuto il via libero definitivo ieri dalla Camera. Il provvedimento si compone di 75 articoli (dodici in più rispetto alla versione approvata dal Consiglio dei ministri), che coinvolgono molti settori della società e dell’economia italiana. Si va dalle norme di semplificazione in favore dei cittadini, a quelli in favore delle imprese, dell’innovazione tecnologica, dell’università, dell’istruzione, delle strutture energetiche e del turismo.
Per le telecomunicazioni, rimane l’attribuzione di poteri all’Agcom per la disaggregazione del costo per l’affitto all’ingrosso della rete fissa dal costo del servizio di attivazione della linea stessa e dai servizi accessori. Entro 120 giorni l’Authority dovrà individuare le misure idonee ad assicurare l’offerta disaggregata, senza però l’obbligo di portare a termine le indagini di mercato. Confermata la possibilità per gli operatori di acquisire i servizi accessori anche da imprese terze, ma sarà necessario anche “il mantenimento della sicurezza della rete”.
sull’accesso disaggregato però la Ue ha ancora delle riserve e – secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters – la Commissione ha inviato una seconda lettera al Governo italiano per avere chiarimenti sulla compatibilità della nuova legge con le direttive europee. «L’incompatibilità della norma approvata dal Parlamento con le direttive Ue deriverebbe dal fatto che essa pregiudicherebbe l’indipendenza dell’Autorità nell’esercizio dei suoi poteri, come previsto dalla direttiva quadro, secondi cui le Autorità indipendenti non devono prendere istruzioni da nessun organo nel loro esercizio di regolazione del mercato», spiega l’agenzia.
Nelle scorse settimane, Bruxelles aveva comunicato di aver accolto «con favore l’obiettivo pro-concorrenza dell’emendamento del governo» al dl Semplificazioni che liberalizza l’ultimo miglio (unbundling), ma – sottolineava – «dobbiamo assicurarci che le nuove norme siano conformi con le regole Ue».
Il Governo è già intervenuto per modificare il testo originale dell’emendamento. In base alla nuova riformulazione spetterà all’Agcom, «entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione» del decreto semplificazioni, individuare «le misure atte ad assicurare l’offerta disaggregata dei prezzi relativi all’accesso all’ingrosso alla rete fissa e ai servizi accessori, in modo che, in particolare, il prezzo del servizio di accesso all’ingrosso alla rete fissa indichi separatamente il costo della prestazione dell’affitto della linea e il costo delle attività accessorie, quali il servizio di attivazione della linea stessa e il servizio di manutenzione correttiva».
Sulla questione Neelie Kroes, Commissario Ue per l’Agenda digitale, è stata chiara: «Se il testo finale non dovesse essere in linea con la legge europea, la Commissione non esiterebbe a usare i suoi poteri e, ove necessario, ad aprire una procedura d’infrazione».
Alberto De Bellis

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