Il diritto d’autore è un tema caldo da qualche tempo, ma nonostante ciò l’idea comune non sempre si sposa con la realtà dei fatti: è chiaro, infatti, che non si può copiare il lavoro di altri, ma siamo davvero liberi di fare ciò che vogliamo con le nostre creazioni? Istintivamente ci verrebbe da rispondere di si: ad esempio, nel monumento in cui decidiamo di scattare una fotografia siamo noi a detenere i diritti su questa. O no? Quasi non sembra vero, ma in alcuni casi potremmo non avere il diritto di fare quel che vogliamo con il nostro materiale: in alcuni Paesi, infatti, pubblicando sui social foto di monumenti si rischia grosso.
Attenzione agli scatti
La questione è stata portata alla pubblica attenzione dall’Eu Observer, grazie a cui sappiamo che il Belgio è uno dei Paesi europei in cui fare molta attenzione a ciò a cui si “scatta”: alcuni monumenti famosi sono protetti dal copyright e le loro riproduzioni sono autorizzate solo per scopi privati. E se pensate che sebbene fuorilegge la cosa passi abbastanza inosservata dovete ricredervi: perfino Wikipedia ha dovuto inserire la foto di un modellino all’interno della pagina sull’Atomium di Bruxelles.
Analoga, e forse anche un po’ più complicata, la situazione in Francia: la Torre Eiffel, simbolo stesso di Parigi e di tutta la Francia, è protetta dal diritto d’autore, ma solo di notte. Perciò, di giorno possiamo scattare foto e condividerle sui social network a piacimento, ma di notte dobbiamo essere più discreti. Il problema? Le lampadine. Possiamo, infatti, leggere sul sito ufficiale che “le varie illuminazioni sono soggette al diritto d’autore e ai diritti di commercializzazione del marchio. L’utilizzo di tali immagini è soggetto a richiesta preventiva da rivolgere alla Société d’Exploitation de la Tour Eiffel”.
La libertà di panorama
Secondo quanto diffuso dall’Eu Observer lo stesso problema sussiste anche con numerosi monumenti belgi e italiani: è la questione della libertà di panorama. Da noi non è prevista, nonostante la Direttiva 2001/29/Ce, che si riferisce al diritto d’autore e diritti connessi nella società dell’informazione contenga una clausola che riguarda proprio il caso specifico, e cioè evita che il diritto d’autore venga applicato anche ai monumenti. Purtroppo però, tale clausola è opzionale e Francia, Belgio e Italia hanno deciso di non sottoscriverla.
Da qui è nata una tensione su web e social network, specialmente su Twitter, che ha visto l’intervento anche di Neelie Kroes, ex commissario europeo per l’agenda digitale, che ha sottolineato l’assoluta necessità di riforme in tema copyright. Se ne riparlerà, ma per un po’ sarà bene fare molta attenzione alle foto che scattiamo, e soprattutto a quelle che condividiamo.
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