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Diffamazione: ‘Ossigeno’, governo dica che non basta togliere il carcere

Nei prossimi giorni il ddl sara’ in aula a palazzo Madama Roma, 6 ott. (Adnkronos) – “Nei prossimi giorni, il Senato sarà finalmente chiamato a votare in seconda lettura la proposta di legge approvata un anno fa dalla Camera per modificare le norme sulla diffamazione a mezzo stampa sostituendo il carcere con sanzioni pecuniarie. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi impegni il suo governo a favorire l’approvazione di questa legge apportandovi alcune modifiche indispensabili per mettere l’Italia al passo con gli standard europei più volte richiamati dalla Corte Europea dei Diritti Umani e da varie istituzioni internazionali”. Lo ha dichiarato Alberto Spampinato, consigliere della Fnsi e direttore dell’osservatorio ”Ossigeno per l’Informazione”. ”Il Senato modificherà -ha detto- per la prima volta dopo 66 anni le norme della legge sulla stampa e non può limitarsi a ratificare un testo che presenta le pecche e le gravi lacune evidenziate dalle importanti istituzioni europee. Non si possono lasciare ancora in vigore, a causa di resistenze ingiustificabili, norme che permettono l’abuso a scopo intimidatorio delle querele e delle citazioni per danni nei confronti dei giornalisti. Il governo non può essere spettatore passivo di una battaglia di civiltà e di democrazia”. “Renzi -prosegue il direttore di’Ossigeno’ tenga conto delle sollecitazioni che gli sono state rivolte in questo senso da più parti: dal Commissario per i Diritti Umani, dal Consiglio d’Europa, dall’Osce, dal relatore delle Nazione Unite, da Article 19 e, da ultimo, dal Committee to Protect Journalist di New York. Nell’iter parlamentare, finora i rappresentanti del governo hanno fatto scena muta ma si sono opposti agli adeguamenti necessari: senza fornire alcuna motivazione hanno dato parere negativo agli emendamenti che recepiscono gli standard europei”. “Ora che quegli stessi emendamenti, ripresentati dal senatore Felice Casson, giungono in aula e l’esecutivo deve dare nuovamente il suo parere, il governo -ha aggiunto Spampinato- ha l’occasione per dimostrare il suo effettivo orientamento. Speriamo che anche il Senato, che due anni fa, di fronte al caso Sallusti ha fallito la prova, si mostri all’altezza della sfida”. “Nel 2012 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano risolse il caso Sallusti, che esponeva l’Italia a un coro di accuse internazionali, usando il potere di grazia (commutò la pena detentiva in una multa) e chiedendo al parlamento di modificare le norme sulla diffamazione senza indugio e tenendo conto dei ripetuti richiami europei. Quel richiamo -ha concluso- e quell’urgenza sono più che mai attuali poiché nel frattempo in Italia sono aumentati del cinquanta per cento, come dimostrano i dati di Ossigeno, le intimidazioni e gli abusi delle querele che hanno effetto intimidatorio contro i giornalisti” . (Pol/Adnkronos)

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