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DENARO. SMART: IL GIORNALE CHE NON C’ERA

Dunque, dicevamo. Ci siamo lasciati lo scorso 15 dicembre con l’impegno da parte nostra di tornare in edicola con un’edizione del quotidiano nuova di zecca; nuova non solo nella forma ma anche e soprattutto nella sostanza. Una proposta che potesse farci dire: ecco finalmente il giornale che non c’era.

Se siamo riusciti a mantenere la promessa, lo direte voi.

Parliamo intanto del formato, che colpisce subito l’occhio: la metà di quello tradizionale, nei quattro giorni dal martedì al venerdì (il sabato conserviamo la formula classica); poi il colore: su tutte le pagine; quindi la spillatura centrale che dà un tocco di compostezza.

Adesso guardiamo all’organizzazione dei contenuti e al modo di presentarli. Su questo punto ci siamo abbastanza rotti la testa. Potevamo semplicemente infilare la roba di prima nello scafo di oggi? Ci siamo detti di no (che misera novità sarebbe stata?) e abbiamo cercato di pensare senza farci condizionare dal passato.

E’ venuta fuori una ripartizione in quattro principali sezioni che abbiamo voluto chiamare in modo originale e, speriamo, fortemente indicativo dello spirito che vorremmo trasmettere al prodotto. Ecco nascere le News Fast, Smart, Smack, e Slow per riprendere un linguaggio ben conosciuto ai più giovani ma non oscuro ai meno.

Fast News per un rapido giro di orizzonte su quello che accade nei campi di nostro preminente interesse giornalistico: economia, politica, professioni. Smart News per illustrare quello che di buono e innovativo avanza nel campo delle imprese e delle pubbliche amministrazioni con un occhio particolare ai giovani talenti. Smack News per accendere una luce sul mondo spesso in ombra della sussidiarietà, del volontariato, del terzo settore dove avremo una guida d’eccezione. Slow News per darci anche il modo di riflettere sui temi che meriteranno approfondimenti.

Spazio e attenzione continueremo a dedicare all’Agenda come utile strumento di orientamento nella giornata.

Il tutto è studiato per rendere l’offerta editoriale quanto più funzionale possibile alla versione elettronica sulla quale dirotteremo gran parte dei nostri sforzi anche grazie all’utilizzo di una piattaforma ipertestuale dove sarà possibile concentrare testi e foto, inserzioni audio e video, secondo i dettami della moderna scienza di settore.

Insomma, abbiamo saltato il fosso. Non da soli, naturalmente, ma con l’aiuto di amici che di volta in volta presenteremo e che ci daranno una salda mano nell’interpretare i cambiamenti e raccontarli accettando la scommessa di vivere il movimento come opportunità.

Anche la politica di prezzo subisce una mutazione importante: il costo di copie e abbonamenti è dimezzato per dare una risposta alla crisi e invitare alla lettura un pubblico che ci auguriamo possa diventare sempre più vasto.

Infine ci saranno iniziative speciali che non è questo il luogo e il momento di svelare anche per mancanza fisica di spazio. Non posso invece rinviare i ringraziamenti alle Arti Grafiche Boccia la cui dotazione tecnologica, frutto di un’incessante ricerca di soluzioni di stampa economiche e flessibili, ha reso possibile questo esperimento a suo modo temerario.

(di Alfonso Ruffo)

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