Un po’ di sereno si è prodotto nel sempre temporalesco clima della proposta di legge sulle intercettazioni. È merito dell’iniziativa del presidente del Senato Renato Schifani, che ha proposto di “rallentare le lancette” dell’iter legislativo di questo provvedimento per “garantire un confronto il più pacato e costruttivo possibile tra gli schieramenti”. In sostanza un rinvio dell’esame della proposta da parte del Senato a dopo le vacanze estive. Così, insieme ad uno svelenimento -si spera- del confronto politico, per Schifani potrebbe essere possibile “assicurare il tempo necessario per gli approfondimenti” e dunque per le modifiche che saranno ritenute opportune per evitare che il presidente della Repubblica sia costretto, per motivi di costituzionalità, non firmare la legge e rinviarla alle camere per una sua riscrittura. Se questo avvenisse è facile prevedere lo scoppio di uno scontro istituzionale con il presidente del Consiglio ancora una volta (anche se un po’ più solo) contro tutti e contro il Quirinale.
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