Categories: Giurisprudenza

DDL DIFFAMAZIONE, PASSA LA NORMA ‘SALVA DIRETTORI’ NONOSTANTE IL NO DEL GOVERNO

Riprende nell’Aula del Senato l’esame del Ddl Diffamazione. E il dibattito si apre sulla norma ‘salva-direttori’ messa a punto dal relatore Filippo Berselli: quella che prevede, per lo stesso reato della diffamazione, il carcere per i giornalisti e la multa per i direttori.
“In una sola norma – commenta il responsabile Giustizia dell’Idv Luigi Li Gotti – ci sono due mostriciattoli giuridici. E’ invotabile”. In tal senso, il governo è intervenuto in aula, con il sottosegretario alla Giustizia Antonino Gullo, per comunicare la contrarietà “per ragioni tecniche” alla proposta, in quanto incidente sul sistema dei reati in concorso previsto dall’art.110 del Codice penale, oltre che sull’art.57 relativo ai reati a mezzo stampa. Il niet del governo però non è bastato, visto che l’aula di Palazzo Madama ha approvato la norma con 122 sì, 111 voti contrari e 6 astenuti. L’emendamento, come detto, è passato con “l’assoluta contrarietà” del Pd perché, ha detto la capogruppo in commissione Giustizia, Silvia Della Monica, è un “testo con errori di carattere tecnico e con violazioni di carattere costituzionale. Il ddl ha perso sempre di più il suo carattere di legge generale ed astratta ed è diventato un ddl ad personam di cui – ha aggiunto – avevamo perso le tracce col governo tecnico e che vediamo risorgere in coda di legislatura”. Contro si sono espressi anche Idv, Udc e Api, astenuti tre senatori radicali eletti nel Pd. Non ha partecipato al voto l’ex procuratore Gerardo D’Ambrosio, che ha detto chiaro in aula: “Mi rifiuto di partecipare ad un modo di legiferare come questo. Mi rifiuto nella maniera più assoluta di partecipare a questa che sta diventando una sceneggiata incredibile”.
A stretto giro di posta, però, è stata depositata una nuova richiesta di voto segreto sul ddl diffamazione. Lo ha comunicato il vicepresidente del Senato Vannino Chiti in aula. La richiesta riguarda l’articolo 1 del ddl che contiene proprio la norma ‘salva-direttori’: il voto, però, è stato rinviato alla prossima seduta d’Aula convocata per lunedì prossimo. Su questo voto “era già stata dichiarata ammissibile la richiesta di voto segreto che comunque oggi è stata ripresentata”, ha detto il vicepresidente di turno Vannino Chiti. “Sono stata io a richiederlo – ha ammesso il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro – E’ una norma penale? Avevano già data l’autorizzazione alla richiesta? Ebbene stavolta il voto segreto lo chiediamo noi”.
Non solo. L’altra novità è che l’aula del Senato ha respinto l’emendamento firmato da Francesco Rutelli e Franco Bruno (Api) mirante a inserire nel ddl sulla diffamazione l’obbligo per le testate di conservare un registro delle pubblicazioni anonime o firmate con pseudonimo.

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