Editoria

Dal tribunale stop all’esercizio provvisorio per editrice Gazzetta del Mezzogiorno

L’esercizio concesso rischia di aggravare ancora di più una situazione già disperata. Ogni giorno, l’azienda perde tra i 6 e gli 8mila euro. Così il Tribunale di Bari, sezione fallimentare, ha disposto la cessazione dell’esercizio provvisorio alla data del 20 novembre prossimo per Edisud, la società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno, dichiarata fallita nel giugno scorso per perdite stimate in circa 40 milioni di euro.

La notizia è arrivata ieri ed è stata riportata proprio dal giornale pugliese che, sul suo sito internet, ha ripercorso la vicenda che ha portato il quotidiano più antico dell’area a dover registrare un nuovo capitolo nero nella sua turbinosa vicenda.

Nel provvedimento, come riferiscono i giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno, i giudici spiegano che nell’ultima relazione depositata il 15 ottobre, i curatori fallimentari pur evidenziando il progressivo ridimensionamento dei costi, hanno segnalato che nei prossimi mesi la situazione è destinata a peggiorare in modo considerevole.

L’esercizio provvisorio era stato disposto in considerazione del grave danno derivante dall’interruzione dell’attività aziendale per i dipendenti e la comunità che usufruisce dei servizi, in quanto, come sollecitato dalla Procura di Bari nell’istanza di fallimento, la Gazzetta del Mezzogiorno è un patrimonio culturale indispensabile del Sud di Italia e va pertanto salvaguardato per evitare danni irreparabili alla comunità della Puglia e dell’intero Mezzogiorno”.

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“Ci aspettiamo che a breve il tribunale fallimentare emani un provvedimento che consenta la prosecuzione dell’attività anche dopo il 20 novembre e fino a quando ci sarà una nuova proprietà stabile. Due sono le urgenze: che il giornale resti in edicola e che siano salvaguardati i posti di lavoro”. Queste le priorità stabilite dal comitato di redazione del quotidiano.

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