“Non abbiamo fatto in tempo a ‘mettere le mani’ sul televisore e sul decoder per il passaggio al digitale, che bisogna rifare tutto da capo”, dicono in molti nella capitale. Si tratta della “ricanalizzazione della banda III Vhf”. Operazione, quest’ultima, che sarà compiuta a livello nazionale dal 22 al 30 giugno, cominciando domani dalla Basilicata per coprire in pochi giorni tutte le regioni.
La televisione, in analogico come in digitale, viene trasmessa in due bande di frequenza: Vhf e Uhf. Nella prima banda l’Italia aveva un assetto che non era allineato a quello degli altri paesi europei. Il ‘riallineamento’ è previsto dal nuovo Piano di ripartizione delle frequenze e, peraltro, ci viene imposto dal Piano digitale approvato nella Conferenza mondiale di Ginevra del giugno 2006. Il risultato è la creazione di un nuovo canale su tutto il territorio nazionale: E8, destinato a Europa 7 in analogico e in digitale.
“Si tratta di spostamenti contenuti – sottolinea Stefano Ciccotti, amministratore delegato di RaiWay, la controllata Rai che gestisce rete e impianti del servizio pubblico – e faremo tutto in modo coordinato in otto giorni, seguendo il Piano del ministero dello Sviluppo”.
“Potevamo spendere sino a otto milioni -commenta Ciccotti – ma ne spenderemo la metà”. Non sono quantificabili, invece, i costi per l’utenza. Gli utenti che, per continuare a vedere la Rai e le altre emittenti coinvolte, saranno costretti a utenti risintonizzare il televisore sono circa 14 milioni e 500mila.
(IL SOLE 24 ORE)
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