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Editoria in crisi, omissioni e dilazioni della riforma in atto

La crisi dell’editoria non accenna a placarsi. E, come sottolineato da Vincenzo Vita in un articolo sul quotidiano “Il Manifesto”, le continue deleghe al Governo non contribuiscono a dare certezza in merito alle misure necessarie per rivitalizzare il settore editoriale. Questo è messo in evidenza anche dalla mancanza del termine entro il quale il presidente del Consiglio dovrà emanare l’atto per la ripartizione delle risorse. Tale previsione è ribadita nel primo articolo del recente decreto attuativo che ridefinisce la disciplina sulla contribuzione diretta alle imprese editrici di quotidiani e periodici. Questo provvedimento non è privo di contraddizioni e in alcuni articoli risulta poco ancorato alla realtà fattuale. Il riferimento è alla disciplina dettata per le testate digitali, che non sembra rispondente alle dinamiche dell’Internet. Le logiche della rete sfuggono a calcoli basati sul numero degli articoli inseriti in un determinato arco temporale. C’è poi la questione delle testate nazionali e locali, non adeguatamente tratteggiata dal decreto. Vita sostiene che la definizione di testata nazionale, intesa come quella distribuita in almeno cinque regioni con una percentuale di vendita in ciascuna non inferiore al 5% del totale, è pericolosa per i quotidiani o periodici non radicati un singolo luogo. Effettivamente la previsione sembra limitativa per molte testate non aventi un bacino territoriale ben definito. C’è poi la questione delle edicole, non affrontata nel decreto attuativo. Quella dei giornalai è la categoria meno tutelata nella filiera. Una mancanza di regole chiare che rende più debole tutta la rete di distribuzione. Eventuali proposte sulla liberalizzazione della vendita dei prodotti editoriali rischiano solo di rendere ancora più deboli le edicole. L’informatizzazione della rete per ora non riesce a semplificare le magagne della distribuzione. Percentuali risicate sulle vendite e spese di gestione sempre più alte sono gli indicatori della crisi delle edicole, strettamente legata a quella dell’editoria in generale.

Giuseppe Liucci

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