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CRISI EDITORIA. SARKOZY STANZIA 600 MLN IN 3 ANNI MENTRE L’ITALIA NE IMPEGNA 50 IN 5 ANNI

Ecco un confronto sui due modi di affrontare la crisi della stampa di Italia e Spagna contenuto nell’intervento di Luciano Borghesan del Cdr de “La Stampa”.
“Il piano di rilancio previsto da Sarkozy è condizionato a una riforma complessiva del settore, e prevede 200 milioni di euro l’anno di aiuti a quotidiani, settimanali e distribuzione, per i prossimi tre anni. Le principali misure del piano annunciato dal Capo dello Stato francese prevedono:

– il rinvio di un anno dell’aumento delle tariffe postali che rappresenta un costo di circa 24 milioni di euro;
– un aumento dal 20 al 40% delle spese di comunicazione dello Stato e delle istituzioni pubbliche a favore della stampa;
– un sostegno agli edicolanti (60 milioni di euro) e alla distribuzione a domicilio (80 milioni);
– lo Stato aiuterà in modo equo il settore della stampa tradizionale, quello della stampa on line e quello della free press.
– In particolare verrà creato uno Statuto di Editore di “stampa online”;
– ogni giovane durante l’anno dei suoi diciotto anni avrà un abbonamento gratuito ad un quotidiano di sua scelta.
In Italia, il piano del governo Berlusconi, a partire dal 2009, prevede che lo Stato si accolli i 10 milioni di euro che l’Inpgi ogni anno destina ai prepensionamenti. Il testo stabilisce che:
– l’onere sostenuto dall’Inpgi per i trattamenti di pensione anticipata, pari a 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2009 sia posto a carico del bilancio dello Stato;
– l’Inpgi otterrà il rimborso degli oneri fiscalizzati dietro presentazione dei documenti al ministero del Lavoro ;
– una volta scattata l’età per la pensione di vecchiaia, l’onere tornerà a carico dell’Inpgi fatta eccezione per la quota di pensione connessa agli scivoli contributivi, riconosciuti fino a un massimo di cinque annualità, che continua a gravare sul bilancio dello Stato”.

Luciano Borghesan, concludendo, afferma che “in Francia si vuole superare le difficoltà investendo nei cittadini e sviluppando il settore della stampa mentre, in Italia, si vuole superare le difficoltà favorendo il prepensionamento dei giornalisti. E basta”.
Vincenza Petta

editoriatv

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