Un surreale«giornalicidio». Così i redattori di Pubblico descrivono la chiusura annunciata (e realizzata) in appena tre settimane del quotidiano diretto da Luca Telese. Secondo gli editori di Pubblico, a determinare la chiusura è la matematica. «Il punto di pareggio era a 9.600 copie – spiega Telese, nella delicata posizione di direttore/editore -. Poi siamo scesi, con alcuni risparmi, a 8.200. Ma i nostri lettori, seppur affezionati, si fermano a 4.00o. Non ce l’abbiamo fatta ad andare avanti con le nostre forze». Pubblico, infatti, sin dall’inizio si è vantato di non ricevere alcun finanziamento dallo Stato. «Non abbiamo dietro né un grande partito né un grande costruttore – aggiunge -. E così,quando i soldi sono finiti (il capitale sociale iniziale era di 748 mila euro, ndr) i soci hanno dimostrato difficoltà a ricapitalizzare».
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