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CORSERA, PIANO DEL CDR PER 12 MILIONI DI TAGLI: «NO ALLE COLLABORAZIONI D’ORO. NON PAGHEREMO L’ERRORE RECOLETOS»

Il comitato di redazione del Corriere della sera ha proposto un piano anticrisi: no alle collaborazioni d’oro, 45-50 prepensionamenti; smaltimento ferie arretrate, fine degli stage e dei corsi di lingua. Il tutto per un risparmio di 12 milioni. «Il Corsera è in utile e non merita tagli. Tutto il resto è addebitabile all’affare Recoletos. E non spetta a noi ripianarlo» ha precisato il Cdr, invitando i vertici della società anche a nuovi investimenti: «È il momento di puntare sul digitale. È lì che ci sono i nuovi lettori».
Il sindacato interno ha redatto un documento che analizza i conti del Corsera e propone una ricetta di risparmio per 12 milioni di euro. Non sono previsti tagli agli stipendi dei giornalisti, né tantomeno prestiti infruttiferi.
Si parte da una premessa: i giornalisti del quotidiano di Via Solferino non vogliono pagare l’affare Recoletos, un investimento di 1,1 miliardi rivelatosi sbagliato.
Pochi giorni fa il direttore del Corsera, Ferruccio De Bortoli, si è ridotto ( a partire da maggio) lo stipendio del 20%. E ha invitato i suoi redattori a fare dei sacrifici. Ma i giornalisti hanno rifiutato. La motivazione è la seguente: non vogliono pagare gli errori della passata dirigenza. Tuttavia i giornalisti faranno la loro parte. Il piano messo a punto dal Cdr prevede, infatti, la riduzione delle collaborazioni esterne più onerose (quelle da 80 a 100 mila euro all’anno). Le quali, nel 2012, sono costate 12,6 milioni. Ma nel 2013 per il Cdr si potrebbe scendere anche a 6 milioni.
Inoltre il sindacato interno propone lo smaltimento delle ferie arretrate per le quali è previsto un risparmio di 1,5 milioni. Una cifra simile si accantonerebbe sospendendo gli stage per i giornalisti. Poi si risparmierebbe un altro milione eliminando i corsi di lingua e i buoni libro.
Inoltre c’è la voce esuberi. L’ad di Rcs, Pietro Scott Jovane, ne ha proposti 110 per il triennio 2013-2015. Invece il Cdr ha indicato un piano di pensionamenti e prepensionamenti per 45-50 giornalisti. Ciò farebbe risparmiare 8,5 milioni all’azienda. In tutto con il piano del Comitato di redazione si otterrebbero 12 milioni. Mentre quello più incisivo di Jovane mirava a ricavarne 32.
Per i rappresentanti dei lavoratori, il Corsera non merita tagli. In effetti il giornale di Via Solferino si è confermato il più venduto d’Italia, se si considera la somma delle copie cartacee con quelle digitali. In effetti è la parte del gruppo Rcs che rende di più. Infatti il margine operativo del quotidiano, sebbene influenzato dalla crisi del settore dell’editoria, è rimasto buono. Si è passati dai 47 milioni del 2010 ai 35,7 milioni del 2012. La differenza è di quasi 12 milioni: che, non a caso,è la cifra che il Cdr è disposta a risparmiare. «È l’unica differenza che paghiamo. Tutto il resto è addebitabile all’affare Recoletos. E non spetta a noi ripianarlo», ha dichiarato il comitato. Il sindacato interno, inoltre, preme anche per degli investimenti: «Adesso è il momento di puntare sul digitale. È lì che ci sono i nuovi lettori». È forse questo l’unico punto in comune con il piano di Jovane. Anche l’ad di Rcs vuole investire sulle nuove tecnologie. Infatti Jovane vuole che Rcs si trasformi da società editoriale a compagnia multimediale. E per questo sono pronti 150 milioni in tre anni.

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