COPYRIGHT ONLINE/ LA SVIZZERA VA CONTROCORRENTE E DICE NO AD ULTERIORI MISURE ANTIPIRATERIA SU INTERNET

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In un rapporto approvato il 30 Novembre scorso, il Consiglio Federale Svizzero ha dedotto che la diffusione non autorizzata di opere su internet non incida negativamente sull’attività culturale nazionale, e reputando dunque infondato un intervento legislativo di enforcement contro la pirateria online.

Il quadro giuridico in vigore nella Confederazione Elvetica sarebbe pertanto ritenuto già idoneo a contrastare le utilizzazioni illecite delle opere protette da copyright (musica, film, giochi e software) fruite o scaricate online dagli utenti. Considerazioni che, si intuisce, rappresentano al momento un “unicum” nel contesto internazionale, visto il fermento intorno alle proposte di regolazione dell’uso di internet, ai fini di prevenire gli illeciti ai danni della proprietà intellettuale, già in atto in alcuni degli Stati Membri dell’Ue (si veda l’Hadopi in Francia) e di eventuale prossima approvazione negli Usa con il Sopa (Stop online piracy Act).
In Svizzera la Legge Federale sul Diritto d’Autore (LDA, 9 ottobre 1992) è stata modificata il 5 ottobre 2007 con l’introduzione di emendamenti (entrati in vigore il 1°luglio 2008) che hanno tenuto conto delle sfide prospettate dall’avvento delle nuove tecnologie digitali.

Il nuovo testo ha infatti consentito al Paese la ratifica di due accordi internazionali dell’OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale) adeguando la legge al diritto internazionale: trattasi del Trattato sul Diritto D’Autore (WCT) e del Trattato sulle Interpretazioni ed Esecuzioni e sui fonogrammi (WPPT), entrambi del 1996, che hanno di fatto istituito un diritto esclusivo di autorizzare l’accesso alle singole opere protette da copyright, garantendone la protezione mediante provvedimenti tecnici mirati (tra questi le molto discusse misure anticopia), senza però incidere sulla libertà di accesso e navigazione su internet.
Le valutazioni espresse nel rapporto stilato dal Consiglio Federale hanno risposto ad una richiesta di analisi avanzata dal Consiglio degli Stati il 19 marzo 2010, volta a verificare l’esistenza o meno di un legame tra le contrazioni delle entrate per le Major discografiche e cinematografiche (oltre che per i produttori di software e giochi online) ed il download gratuito di opere protette da copyright. Lo studio “Swiss Entertainment and Media Outlook” del 2010 (citato nel documento) rileva che, nonostante il file sharing mediante reti peer to peer, il giro d’affari del mercato svizzero dell’intrattenimento e dei media sia rimasto costante nel tempo, registrando anzi un aumento parallelo alla crescita del PIL, ergo, del reddito destinato ai consumi che, stando alle stime, verrebbero comunque indirizzati al settore in questione anche se con abitudini di spesa diverse.
In Svizzera fino ad un terzo delle persone sopra i 15 anni scarica gratuitamente musica, film e giochi senza distinguere ancora le operazioni lecite da quelle illecite. Un fenomeno che però non ha indotto il legislatore ad introdurre eccezioni al principio dell’uso (download) privato (non lucrativo) delle opere sancito dall’art.19 della Legge dul Diritto d’Autore del 1992, rimasto dunque legale anche dopo la riforma parziale del testo operata nel 2008.
Riserve vengono espresse inoltre dal Consiglio Federale contro il blocco di internet da parte degli Internet Service Provider e l’imposizione di filtri alla navigazione che oltre a scontrarsi con evidenti questioni di privacy potrebbero, secondo il rapporto, pregiudicare la velocità di collegamento alla rete, vanificando di fatto il principio di net neutrality.
Insomma, l’approccio “rivoluzionario” del Consiglio Federale elvetico risulta inequivocabile: non è possibile adottare misure di contrasto alla pirateria online senza tener conto da un lato delle opportunità di business prospettate dalle nuove tecnologie digitali e dall’altro della necessità di garantire il libero accesso ai contenuti da parte dei netizens.

Manuela Avino

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