Copyright, la soddisfazione bipartisan della politica dopo la sentenza Ue

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Tante, ma soprattutto univoche, le reazioni della politica alla sentenza della Corte Ue sull’equo compenso che Meta dovrà elargire agli editori per l’utilizzo di articoli giornalisti sulle sue piattaforme. Per Federico Mollicone, presidente della commissione Editoria alla Camera nonché esponente di Fratelli d’Italia, si tratta di “una vittoria per il nostro sistema editoriale e per la difesa della proprietà intellettuale nell’era digitale”. Mollicone ha aggiunto: “Come sottolineato in più occasioni anche dalla Fieg, il valore dei contenuti giornalistici, frutto dell’ingegno e del lavoro professionale, non può essere drenato dai grandi player globali senza un giusto riconoscimento agli editori. Il nostro obiettivo, tuttavia, non è mai stato, e non sarà mai, la criminalizzazione delle piattaforme digitali. Al contrario, riconosciamo in esse dei partner tecnologici fondamentali per la diffusione della conoscenza e lo sviluppo economico. La sfida, oggi rafforzata da questa sentenza, è trovare una sintesi alta e necessaria: dobbiamo far convivere il rispetto sacrosanto della proprietà intellettuale con il dinamismo delle nuove tecnologie”.

Plauso alla sentenza anche dal Partito democratico. Alberto Losacco, senatore dem, ha commentato: “Negli ultimi anni le trasformazioni tecnologiche hanno modificato profondamente il sistema dell’informazione. Per questo servono regole capaci di coniugare innovazione, libertà della rete e tutela del pluralismo. La sentenza della Corte europea va esattamente in questa direzione”. Dunque ha aggiunto: “Difendere la sostenibilità economica dell’informazione significa difendere la qualità della democrazia. Senza editori, giornalisti e informazione professionale liberi e indipendenti, non può esserci un dibattito pubblico davvero pluralista e consapevole”. Per Valentina Grippo, di Azione, “la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea di riconoscere agli editori un corrispettivo economico per utilizzare online le pubblicazioni editoriali va nella giusta direzione. Nel contenzioso tra Meta e Agcom, la Corte si è schierata dalla parte dell’autorità italiana mettendo in chiaro che i contenuti prodotti hanno un valore e, come tali, devono essere remunerati. In questo modo si dà conformità al diritto Ue e conformità ad un percorso normativo che cerca, finalmente, di mettere ordine tra le piattaforme digitali e la proprietà dei contenuti editoriali, favorendo anche la validità e la qualità dell’informazione”.

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