Direttiva Copyright, anche le aziende esultano: l’Eco della Stampa in una nota ha espresso il suo apprezzamento al governo. Per le scelte attuate nel recepimento della normativa europea. Il “nodo” da sciogliere era legato al cosiddetto “media monitoring”. Che non è solo l’attività di “rassegna stampa”. Ma che nel mondo multimediale di oggi rappresenta un continuo e costante servizio indirizzato alle aziende. Per capire non solo “cosa si dice” ma anche quali sono le dinamiche che muovono l’opinione pubblica verso un bene o un servizio.
Il riconoscimento dell’attività passa attraverso l’equo compenso. E, dunque, ora si aprirà una fase importante di trattativa tra gli editori e le società che si occupano di servizi di rassegna stampa e monitoraggio dei media. A governare questa fase, in posizione di arbitro super partes, ci sarà l’Agcom. Per le aziende del settore, dunque, un riconoscimento importante è arrivato dal governo. E presto partirà un tavolo che potrebbe risolvere, una volta e per tutte, l’annoso problema delle rassegne stampa, della loro diffusione, e dei contenuti da pagare e quanto a chi ne detiene i diritti.
Secondo il presidente di Eco della Stampa, Paola Frugiuele. “Il decreto legislativo, che recepisce la direttiva europea sul copyright da parte del governo, riconosce la piena legittimità delle società di media monitoring. E l’importanza della loro attività all’interno del settore editoriale”. E quindi, la scelta di investire l’autorità garante per le comunicazioni del ruolo di mediatore tra aziende editoriali e di media monitoring. Che per Frugiuele è stata apprezzabile. Infatti, il presidente ha spiegato. “Si tratta di uno strumento regolatore più che opportuno. Perché anche grazie alla funzione regolamentare ed arbitrale attribuita ad Agcom, potrà rafforzarsi una trasparente e solida collaborazione tra tutti gli attori interessati, a vario titolo, alle rassegne stampa. Clienti pubblici e privati, editori e imprese di media monitoring”.
Quando il recepimento della norma per il Copyright sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale, partiranno i sessanta giorni di tempo per l’Agcom. Entro questo periodo, l’autorità dovrà redigere un regolamento che dovrà disegnare i fondamenti dei meccanismi per la quantificazione dell’equo compenso. Per il momento, tra le “variabili” che incideranno ci saranno le dimensioni delle aziende editoriali, il numero di dipendenti assunti, i giornalisti impiegati – a cui potrebbero essere riconosciute partecipazioni a fronte di accordi di categoria -, la dimensione degli investimenti nell’ambito dell’innovazione digitale.
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