Il “Corriere di Saluzzo” – nelle persone di don Giovanni Rovera e Daniele Isaia, all’epoca dei fatti contestati rispettivamente presidente e vicepresidente dell’editrice Cooperativa “Sale e Luce” – è stato assolto dal Giudice dell’udienza preliminare Marco Toscano dall’accusa di aver intascato indebitamente quasi 700 mila euro dallo Stato sotto forma di contributi per l’editoria.
L’inchiesta era stata avviata in seguito al lavoro d’indagine degli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Cuneo coordinati dal PM Ezio Basso, ed aveva posto sotto la lente d’ingrandimento il quinquennio compreso tra il 2003 ed il 2008.
L’accusa era quella di aver percepito i fondi che lo Stato annualmente destina al mondo dell’editoria nonostante i proventi della raccolta pubblicitaria del giornale diocesano oggi diretto da Mario Banchio – stando all’indagine – avessero superato il 40% dei costi dichiarati di gestione.
Cosa questa che esclude invece ogni testata dal beneficio governativo.
Secondo la guardia di finanza “Il Corriere di Saluzzo” scorporava in due parti la fattura presentata al cliente-inserzionista, una delle quali veniva indicata come “costo” per la realizzazione dell’impianto pubblicitario ed una soltanto figurava invece come reale introito pubblicitario, abbassando così di molto l’ammontare degli incassi e fermandoli ben al di sotto di “quota 40%”.
Non così l’ha pensata il GUP del Tribunale di Saluzzo, che ha assolto gli imputati – a quasi tre anni dall’inizio della vicenda – per non aver commesso il fatto.(fonte :targacton)
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