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Contratto, Costante: “Ci vuole rispetto per il giornalismo”

“Chiediamo rispetto per il giornalismo”. E questa è una richiesta che non è negoziabile. Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, ha le idee chiare. Dopo la protesta del sindacato dei giornalisti a Sanremo, Costante alza i giri della polemica sul caso del contratto nazionale che, ormai da dieci lunghi anni, risulta scaduto. E che adesso è al centro di una trattativa con gli editori della Fieg che non sembra essere mai decollata. E su cui, anzi, si addensano le nubi, al punto da indurre lo stesso sindacato a indire, fin da subito, altre due giornate di sciopero per sostenere le ragioni dei lavoratori.

Costante, intervistata dall’agenzia Adn Kronos, ha tuonato le ragioni sue e dei lavoratori rappresentati dal sindacato: “Chiediamo rispetto per la nostra professione, per il giornalismo, per l’informazione. Sono dieci anni che a questa professione manca il contratto principale firmato con gli editori della Fieg. I nostri stipendi hanno subito un’erosione del 20%, e non ci può essere una buona informazione se non ci sono giornalisti ben pagati”. Un tema centrale, questo. Fare il giornalista non rende più. E, anzi, si tratta di una delle professioni a maggior rischio di povertà per chi la pratica. Il precariato, i cococo e tantissimi altri “accrocchi” che negli anni sono stati utilizzati hanno finito per impoverire gli emolumenti dei giornalisti. E, con questi, pure la qualità dell’informazione stessa. È matematica più che altro: se per guadagnare X occorre scrivere sette pezzi anziché uno, è evidente che la qualità peggiori.

Costante ha dunque alzato la voce e ha spiegato la situazione anche sul fronte degli esterni: “Anche per quanto riguarda i collaboratori, i freelance, le partite Iva, la situazione è drammatica -sottolinea Costante-. Gli editori non vogliono contrattare un equo compenso, si sono presentati al tavolo con una proposta di apertura inferiore a quella del 2014 già bocciata dal Consiglio di Stato. Per questo vogliamo che si cambi musica, siamo venuti a Sanremo per chiederlo”.

Luca Esposito

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