Non sembrano placarsi le polemiche circa la scelta di fare di Israele la nazione ospite della Fiera del Libro di quest’anno. Le contestazioni arrivano da Tariq Ramadan, intellettuale egiziano, nipote del fondatore della setta dei fratelli musulmani, favorevole al boicottaggio del salone. “La scelta di Israele è una decisione sbagliata e non saggia, dato che l’invito allo stato ebraico ha una dimensione simbolica. Ciò che è accaduto e che tutt’ora accade nei territori occupati non è né saggio né giusto nei confronti dei Palestinesi”. Gli organizzatori della Fiera ribadiscono che il salone è aperto anche a tutti gli scrittori palestinesi. Intanto la Digos indaga sulle numerose scritte contro Israele, lasciate sul muro del Lingotto, dove si terrà la Fiera del Libro.
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