L’impatto complessivo sul Pil della digitalizzazione del Paese oscilla in un range del 3%, con la previsione per la pubblica amministrazione di risparmi annui fino a 4 miliardi. L’investimento una tantum che dovrebbe essere messo in campo dal governo è quantificabile in 4 miliardi di euro in totale. E’ quanto emerge dal documento strategico di Confindustria ‘Servizi e infrastrutture per l’Innovazione digitale del Paese’ in cui l’organizzazione chiede un progetto Paese che “definisca in modo organico gli obiettivi strategici infrastrutturali a livello nazionale nel medio e lungo termine”.
“Nel nostro paese – afferma Marcegaglia nella prefazione del rapporto – solo il 10% delle imprese vende via internet, mentre in Germania e Regno Unito il canale online è utilizzato dal 45% delle aziende”. Per sostenere un grande Progetto Paese “siamo tutti chiamati a fare la nostra parte” e come Confindustria, continua Marcegaglia, “abbiamo individuato due ambiti di intervento: l’infrastruttura (banda larga) e i servizi online”. Cosí è nato questo documento che, spiega il numero uno degli industriali, “ha condotto alla formulazione di dodici proposte e circa settanta azioni che rappresentano la ‘Carta dell’innovazione digitale’ di Confindustria per il Paese”.
Le dodici proposte prevedono, tra le altre cose, la digitalizzazione della P.a., un servizio sanitario digitale per aumentare qualità della vita, la diffusione e il miglioramento dell’informatica nelle scuole, la realizzazione del processo civile telematico, l’innovazione digitale come priorità per la competitività delle imprese e per la semplificazione del rapporto tra P.a. e imprese, promuovere l’alfabetizzazione digitale del paese e assicurare lo sviluppo della banda larga e l’innovazione nelle reti.
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