Editoria

Con l’intelligenza artificiale i motori di ricerca riducono i clic ai siti

Con l’intelligenza artificiale sempre meno clic sui siti esterni ai motori di ricerca: l’assalto finale di Google agli editori. La questione si sta imponendo in queste ultime settimane. Basta fare una banale ricerca sul motore di ricerca per capire cosa stia accadendo. A ogni domanda dell’utente, Google risponde proponendo, prima di ogni altro risultato, sito o link, una sorta di riassunto elaborato dall’intelligenza artificiale. Sulla base di informazioni che, spesso, non sarebbero neanche di prima mano. E recepite chissà dove e da quali piattaforme.

La vicenda non è banale, perché tra le altre cose rischia di rivoluzionare ancora di più il concetto di Seo. Un’imposizione di stile (e non solo) chiesta dall’algoritmo per indicizzare, e mettere più in alto nelle pagine di ricerca, un contenuto postato su un qualsiasi sito. Un problema per molti che, intanto, si sono professionalizzati e focalizzati sul Seo. E che, adesso, rischiano di trovarsi di fronte all’ennesima giravolta dell’algoritmo che li mette fuori gioco.

Ma non è tutto, perché il riassunto dell’intelligenza artificiale accontenta, spesso e volentieri, ma maggioranza degli utenti dei motori di ricerca. Ciò si traduce, per i siti e in particolar modo per i giornali e le piattaforme editoriale, in un numero assolutamente minore di clic. Che, tradotto in soldoni, vuol dire meno entrate per i giornali. La rivoluzione dell’Ai, mentre la politica ancora sta tentando di capirci qualcosa e gli scienziati studiano, è già cominciata. Forse sarà una bolla ma, per il momento, i motori di ricerca usano l’intelligenza artificiale per fare ciò che a loro riesce meglio: massimizzare ricavi e profitti a discapito di tutti gli altri.

Luca Esposito

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