Categories: Giurisprudenza

COMMISSIONE VIGILANZA/ ZAVOLI SALVA DAL “BAVAGLIO” I TALK-SHOW TELEVISIVI

Il Presidente della Commissione Vigilanza reputa inammissibili gli emendamenti presentati da Pdl e Lega Nord che avrebbero voluto porre sullo stesso piano i programmi di infotainment e le tribune politiche in vista delle prossime elezioni del 15 e 16 maggio.

“Una equiparazione esplicita, oltre che di fatto, tra comunicazione politica e programmi di informazione determinerebbe effetti impropri sull’autonomia della Rai”. Questa la posizione di Sergio Zavoli in merito alla proposta della maggioranza. Una bocciatura dovuta ad esigenze prioritarie come quella preservare l’azienda da “un carico eccessivo di impegni operativi, con una forte limitazione delle libertà di espressione e dell’autonomia dei giornalisti e la sottrazione di spazi a vantaggio di consultazioni elettorali che interessano poco più del 27% dell’elettorato”.
I tempi sono stretti. La par condicio dovrà essere infatti attuata dalla Rai da domani e non è ancora chiaro se prevederà l’applicazione dei 15 regolamenti precedenti o di quest’ultimo di marzo, rigettato, tra l’altro, sia dalla presidenza di Vigilanza sia dall’Agcom.
“La dichiarazione di inammissibilità ci coglie di sorpresa” replica il capogruppo Pdl in Vigilanza Alessio Butti (già noto per la proposta volta ad introdurre il pluralismo nella conduzione televisiva) che già solleva ipotesi di un abuso di tale strumento nei confronti delle iniziative della maggioranza. E chiarisce che per un eventuale riesame sarebbe necessario l’intervento dei presidenti delle due Camere.

Intanto chiara e perentoria risulta la comunicazione dell’Agcom che ha ordinato al Tg1, Tg4 e Studio Aperto di garantire un riequilibrio immediato degli spazi televisivi dedicati a maggioranza ed opposizione, scongiurando una eventuale “sproporzione della presenza del governo”.
Egidio Negri

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