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COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI. CONVOCAZIONE A OLTRANZA PER SCEGLIERE IL PRESIDENTE

Ieri la maggioranza ha fatto mancare il numero legale per la riunione della Commissione di Vigilanza Rai chiamata a eleggere il presidente. Come preannunciato, per la Commissione è scattata la convocazione a oltranza voluta dai presidenti delle Camere. Si è ricominciato stamattina con un nuovo nulla di fatto, poi il presidente di turno della commissione, Giorgio Merlo, ha fissato la nuova votazione per martedì 23 settembre alle 15.
“Invito il Parlamento e i parlamentari ad essere più responsabili e, a quelli della maggioranza, ad accettare in Orlando il candidato di tutta l’opposizione”, ha dichiarato ieri il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro spronando il Parlamento a rispettare i cittadini e l’opposizione. “In una commissione come quella di garanzia – prosegue l’esponente dell’Idv – non sono gli esponenti della maggioranza a poter scegliere il presidente”. “Credo – ha concluso Di Pietro – che dovremmo essere orgogliosi di avere alla presidenza di una commissione di garanzia una personalità di questo spessore. E’ il candidato di tutte le opposizioni e la prassi parlamentare vuole che non venga scelto dalla maggioranza, così si usa ad Arcore, oppure nel ventennio così usava Mussolini, lasciamo che si rispettino le regole democratiche”.
Duro il commento del consigliere d’amministrazione Rai Sandro Curzi per il quale ”rinvii, voci di accordo, improvvisi segnali di scontro, indecisioni e soprattutto mancanza di chiarezza, stanno riproponendo uno scenario assai penoso e preoccupante per la Rai”. ”Certo – ha affermato – incombono sulla nostra classe politica problemi assai gravi, dalla cui soluzione dipendono le sorti del Paese, ma non è possibile, non è tollerabile che su una questione centrale come quella rappresentata dalle sorti della Rai la classe politica continui a comportarsi come se non dovesse dar conto a nessuno del proprio operato”. Per il consigliere, sulla Rai “sembra che in molti stiano giocando al gatto col topo nella individuale presunzione di essere il gatto e non il topo. Non si riesce a capire quali reali intenzioni abbiano maggioranza e opposizione, né i veri motivi del contendere. Non si individua nemmeno l’inevitabile confine che dovrebbe dividere le tattiche dalla strategia. Sino a far sospettare – ha concluso Curzi – un generale orientamento, o rassegnazione, al tanto peggio tanto meglio”.
Fabiana Cammarano

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