Commissione Cultura, ok a testo di riforma editoria: novità sul fondo

2
828
mobilitazione-ragioneria dello stato

Entro venerdì dovranno essere presentati in commissione Cultura alla Camera eventuali emendamenti al testo di riforma dell’editoria. Intanto spuntano i nuovi criteri per il calcolo dei contributi ai giornali: il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione coprirà al massimo il 50% di ricavi di ogni testata. Corsia preferenziale per chi assume under 35 mentre vengono esclusi dal finanziamento pubblico gli organi di partito

Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, novità in vista. Il testo base per la riforma dell’editoria, che prevede l’istituzione del nuovo fondo pubblico per gli operatori dell’informazione, è stato adottato dalla commissione Cultura alla Camera e la scadenza per presentare eventuali emendamenti alla proposta di legge è stata fissata per venerdì alle 10. Durante la seduta in cui è stato adottato il testo base sono state introdotte una serie di deleghe al governo per la riforma del settore.

Il provvedimento prevede che nel nuovo sistema di sostegno affluiscano anno per anno le risorse statali destinate alle diverse forme di sostegno all’editoria quotidiana e periodica, anche digitale, e le risorse del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria. Viene confermata l’indiscrezione secondo cui anche una parte dell’extra gettito del canone Rai (fino ad un massimo di 100 milioni all’anno) andrà a confluire nel Fondo, così come le somme versate per il pagamento delle multe Agcom.

Al governo tocca ora pensare ai nuovi criteri per l’accesso al fondo pubblico delle imprese editoriali. Entro sei mesi dall’approvazione della legge il governo dovrà indicare i principi e le norme per poter fare richiesta del finanziamento, ma in prima fila ci sono sempre le cooperative di giornalisti e le aziende indipendenti. Anche gli enti non profit e senza scopo di lucro, così come le fondazioni, potranno accedere alle risorse stanziate.

Gli organi di informazione dei partiti, dei movimenti politici e sindacali, dei periodici specialistici a carattere tecnico, aziendale, professionale o scientifico” vengono esclusi dal finanziamento pubblico, mentre potranno fare richiesta solo le imprese che rispettano il contratto nazionale del lavoro giornalistico. Le imprese editrici di quotidiani e periodici “espressione delle minoranze linguistiche” e quelle “di pubblicazioni per non vedenti e ipovedenti, delle associazioni di consumatori e di quotidiani e di periodici italiani in lingua italiana diffusi prevalentemente all’estero” potranno continuare a ricevere finanziamenti pubblici .

Come previsto, l’anzianità minima di costituzione dell’impresa editoriale per poter fare richiesta del contributo verrà ridotta a due anni; le aziende editoriali che riceveranno il finanziamento, inoltre, saranno obbligate a renderlo noto sulla propria testata.

Uno dei temi spinosi del nuovo Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione riguarda i criteri sulla distribuzione del contributo. Secondo quanto emerso finora, gli stanziamenti verranno assegnati in base alle copie vendute e suddivisi in più scaglioni, a cui corrispondono quote diversificate di rimborso dei costi di produzione della testata. Per i giornali online le soglie di finanziamento terranno conto dell’aggiornamento dei contributi e del numero di utenti (unici) che visita il sito.

Il governo, poi, vorrebbe superare la distinzione tra testate nazionali e locali e valorizzare le voci di costo legate alla trasformazione digitale dell’offerta e del modello imprenditoriale, anche mediante la previsione di un aumento delle relative quote di rimborso.

In ogni caso, l’importo totale del finanziamento per la singola testata non potrà superare il 50% dei ricavi. Una corsia preferenziale per l’accesso al Fondo verrà aperta per le testate che stabilizzeranno il rapporto con giornalisti under 35. Oltre all’assunzione a tempo indeterminato, altri “criteri premiali” saranno previsti per i giornali che si impegneranno nella formazione e nell’aggiornamento del personale.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome