Il Comitato permanente sul diritto d’autore, organo consultivo del Ministero per i beni e le attività culturali, ha respinto le richieste della Commissione europea dalla SCF (società che tutela gli interessi delle imprese fonografiche). Il parere del Comitato è che i DPCM del 1975 e del 1976 in cui viene stabilito un massimale legale (2% sugli introiti degli utilizzatori privati e 1,5% su quelli della Rai) alla remunerazione dei prodotti discografici in caso di mancato accordo tra le parti nella determinazione del compenso, sono pienamente legittimi e non può essere accolta la richiesta di sopprimere tale tetto.
Sono state, invece, accolte le osservazioni che la FRT, a nome delle imprese radiotelevisive private, aveva espresso in sede di audizione, contestando la pretesa della SCF sul presupposto che la norma in questione sia assolutamente compatibile con le disposizioni comunitarie e sottolineando come il tetto rappresenti una mediazione congrua tra contrapposti interessi, tenendo anche conto di una notevole rilevanza delle somme incassate dalla SCF nel comparto radiotelevisivo, in progressiva e costante crescita nel corso degli ultimi anni.
Il parere del Comitato è stato trasmesso all’Ufficio legislativo del Ministero per le successive comunicazioni di competenza.
Fabiana Cammarano
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