Circolare n. 45 del 04/12/2023 – Il decreto di ripartizione del fondo straordinario

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Con questa circolare, riepiloghiamo le misure a sostegno all’editoria per il 2023 di cui al decreto di ripartizione del fondo straordinario registrato alla Corte dei conti e, pertanto, operativo.

I fondi complessivamente stanziati ammontano a 140 milioni di euro e sono ripartiti su cinque diverse misure.

Per tutte le misure l’attuazione e la definizione della tempistica e della modalità di trasmissione delle domande viene rimandata a provvedimenti del Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri che andranno adottati entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto in commento.

Per tutti i contributi in esame è prevista, nell’ipotesi di insufficienza delle risorse, la ripartizione sulla base del rapporto tra fabbisogno e stanziamento.

La prima misura riguarda il sostegno alle edicole. A favore delle imprese esercenti in esclusiva l’attività di rivendita di giornali e riviste è previsto per il 2023 un contributo forfettario di 2.000 euro elevato ad euro 3.000 per i punti vendita siti nelle aree interne. Per questa misura, lo stanziamento è pari a 4 milioni di euro. Inoltre, sempre per la stessa tipologia di attività è previsto un contributo pari al 50 per cento dei costi sostenuti per le imposte locali, i canoni di locazione, i servizi di fornitura di energia elettrica, i servizi telefonici e di collegamento a Internet, l’acquisto o noleggio di registratori di cassa o di registratori telematici, l’acquisto o il noleggio di dispositivi POS e altre spese sostenute per la trasformazione digitale e l’ammodernamento tecnologico. Per questa misura lo stanziamento è pari a 6 milioni di euro. Questo contributo è soggetto al regime del de minimis.

Ai sensi dell’articolo 3 del Decreto, a favore delle imprese editrici di giornali quotidiani e periodici è previsto un contributo di 10 centesimi per copia venduta, esclusivamente attraverso le edicole o i punti vendita non esclusivi, nel 2023. Il contributo in oggetto viene riconosciuto anche nell’ipotesi in cui le copie vengono cedute in abbonamento. Il requisito per accedere a questa tipologia di contributo per le imprese è l’inquadramento di almeno tre giornalisti. Si segnala che, a differenza del 2022, non è più richiesta la regolarità contributiva e previdenziale e la contrattualizzazione dei giornalisti ai sensi dell’articolo 1 del contratto nazionale di lavoro. Inoltre, nel decreto di ripartizione del 2023 è stato introdotto il divieto di cumulo di questa misura con ogni altra agevolazione prevista dalla normativa locale, regionale, nazionale o europea che stabilisca un rimborso per le copie vendute. Per detta misura è stanziato uno stanziamento complessivamente pari a 60 mni di euro e l’efficacia è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Ai sensi dell’articolo 4 del Decreto, a favore di tutte le imprese che operano nel settore dell’informazione è previsto un contributo di 10.000 euro per l’assunzione di giovani (al di sotto dei 35 anni) in possesso di certificati che attestino le competenze in materia di editoria digitale (digitalizzazione editoriale, gestione dell’informazione e dei documenti informatici, della comunicazione e della sicurezza informatica, del servizio on line e della trasformazione digitale). Il contributo è previsto per i contratti stipulati nel 2023 e per le assunzioni a tempo indeterminato. Per detta misura lo stanziamento è complessivamente pari a 7,5 milioni di euro. Questo contributo è soggetto al regime del de minimis.

Nell’ipotesi in cui l’assunzione, sempre per il 2023 e sempre in contratti a tempo indeterminato, avvengano per la trasformazione di un contratto di lavoro giornalistico a tempo determinato ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, il contributo viene elevato a 14.000 euro. Per detta misura lo stanziamento è complessivamente pari a 7,5 milioni di euro. Questo contributo è soggetto al regime del de minimis.

Da questa misura sono escluse tutte le società partecipate dallo Stato, quindi, in primis, la Rai.

Ai sensi dell’articolo 5 del Decreto, per le imprese editrici di quotidiani e periodici e delle agenzie di stampa è riconosciuto un contributo a fondo perduto per gli investimenti in tecnologie innovative per l’adeguamento delle infrastrutture e dei processi produttivi finalizzate al miglioramento della qualità dei contenuti e della loro fruizione in misura pari al 70 per cento delle spese sostenute nel 2023. Per detta misura lo stanziamento è pari a 10 milioni di euro. Anche per questa agevolazione è previsto il divieto di cumulo con altri benefici previsti dalla normativa locale.

Ai sensi dell’articolo 6 del Decreto, per le emittenti televisive e radiofoniche è riconosciuto un contributo a fondo perduto per gli investimenti in tecnologie innovative per l’adeguamento delle infrastrutture e dei processi produttivi, finalizzate al miglioramento della qualità dei contenuti e della loro fruizione in misura pari al 70 per cento delle spese sostenute nel 2023. Per detta misura lo stanziamento è complessivamente pari a 45 milioni di euro, così ripartiti: 20 milioni di euro a favore dei fornitori di servizi di media audiovisivi nazionali titolari di Lcn, con esclusione delle società con partecipazione pubblica e di quelle che effettuano esclusivamente attività di televendita; 15 milioni di euro a investimenti dei fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) operanti in ambito locale che, all’esito delle procedure adottate in attuazione dell’art.1 comma 1034 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, abbiano avuto accesso alla capacità trasmissiva nelle Aree tecniche di cui alla Delibera AGCOM/19/39/CONS; 10 milioni di euro agli investimenti dei titolari di concessioni radiofoniche, dei fornitori di contenuti radiofonici digitali e dei consorzi di imprese editoriali operanti in tecnica DAB. Anche per questa agevolazione è previsto il divieto di cumulo con altri benefici previsti dalla normativa locale. Inoltre, gli investimenti per i quali viene richiesto questo contributo non rilevano ai fini della graduatoria per l’ammissione ai benefici previsti dal D.P.R. 146/2017.

Chiaramente sarà nostra cura monitorare lo stato dell’arte con particolare riferimento ai decreti di attuazione.

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