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Circolare n. 38 del 17/11/2016 – Legge riforma editoria: il funzionamento del nuovo Fondo

Come abbiamo anticipato nella nostra circolare n. 35/2016, in questa sede ci occupiamo del Fondo istituito dalla legge 26 ottobre 2016, n. 198.
Il funzionamento del Fondo è disciplinato dall’articolo 1. Sotto il profilo tecnico, il nuovo Fondo è andato a sostituire quello già istituito dall’articolo 1, comma 160, primo periodo, lettera b) della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Il Fondo in oggetto era destinato, per quanto concerne la lettera b), al finanziamento, fino ad un importo massimo di 50 milioni di euro, di un Fondo destinato a sostenere, genericamente, il pluralismo e l’innovazione, utilizzando i maggiori, eventuali, ulteriori introiti derivanti dagli incassi del canone Rai. Il Fondo è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.
Sotto il profilo dell’alimentazione, nel Fondo confluiscono: a) tutte le risorse statali destinate alle diverse forme di sostegno all’editoria quotidiana e periodica, anche digitale; tra queste risorse ci sono anche quelli istituite con il Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria, di cui all’articolo 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (la dotazione del fondo straordinario termina nel 2016 con uno stanziamento di 30 milioni di euro); b) tutte le risorse statali destinate all’emittenza radiofonica e televisiva iscritte nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico; c) una quota, fino a 100 milioni di euro per il triennio 2016-2018, derivante delle eventuali maggiori entrate derivanti dal canone Rai; d) le somme derivanti dal contributo di solidarietà a carico di tutti gli operatori del settore pari allo 0,1 per cento del reddito complessivo.
Come si comprende, mentre le prime due voci di alimentazione del Fondo sono estremamente semplici, maggiore complessità assumono le voci riportate alla lettera c), fra l’altro con durata triennale e subordinate alle maggiori entrate derivanti dal canone e, soprattutto, quelle riportate alla lettera d). Per questa tipologia di voce che, comunque, investe tutti gli editori dedicheremo una circolare specifica.
Le somme, come detto, confluiranno in un Fondo unico che verrà ripartito annualmente tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri (presumibilmente per gli interventi a sostegno dell’editoria) e il Ministero dello sviluppo economico (presumibilmente per gli interventi a sostegno dell’emittenza radiotelevisiva) sulla base di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Comunque, le risorse derivanti dal canone Rai e del contributo di solidarietà andranno ripartite al cinquanta per cento tra le due Amministrazioni.
Una quota del Fondo può essere destinata al finanziamento di progetti comuni che incentivino l’innovazione dell’offerta informativa sulla base di criteri che verrebbero fissati con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Visto che si tratta di un’eventualità non è stato fissato un termine per l’adozione del decreto.
La decisione circa la destinazione delle risorse tra le varie tipologie di intervento è rimesso ad un Decreto annuale del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Nella prossima circolare descriveremo la modifica del sistema delle agevolazioni telefoniche.

 

 

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