Il 18 giugno è stato approvato, dal Consiglio dei Ministri, il decreto legge di riordino del bilancio dello Stato (“Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”).
L’articolo n. 44 si occupa del tema del finanziamento all’editoria.
L’articolo ha una natura prevalentemente tecnica, come testimonia la rubrica dello stesso “semplificazione e riordino delle procedure di erogazione dei contributi all’editoria”.
In sostanza la norma prevede che la Presidenza del Consiglio dei Ministri deve adottare un regolamento di delegificazione, sentito il Ministro per la semplificazione amministrativa.
Il regolamento dovrà tener conto dei seguenti criteri:
a) semplificazione della documentazione necessaria per accedere al contributo;
b) semplificazione dei criteri di calcolo del contributo;
c) maggiore attenzione sulla effettiva distribuzione e vendita delle copie ed all’adeguata valorizzazione della vendita delle copie;
d) semplificazione del procedimento di erogazione delle somme con la garanzia che il contributo venga effettivamente erogato entro e non oltre l’esercizio successivo a quello di riferimento.
Desta una certa preoccupazione l’inciso riportato nel primo comma: “tenuto conto delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore dell’editoria, che costituiscono limite massimo di spesa”. Si ripropone, a nostro avviso, il tema della ripartizione dei fondi tra le imprese aventi diritto, fissando il principio dei contributi entro le disponibilità. E’ evidente che questo potrebbe portare effetti devastanti sui bilanci delle imprese, per l’incertezza del valore del contributo da appostare a bilancio.
Inoltre, occorre sottolineare la genericità del riferimento al riordino delle procedure che, con riferimento ai criteri, sembra aprire la strada ad una vera e propria revisione dell’impianto normativo. E, in questa prospettiva, desta anche preoccupazione l’assenza del ricorso al parere preventivo da parte delle competenti Commissioni parlamentari.
Ricordiamo che il testo è ancora una bozza e potrebbe subire delle modifiche in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
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