Editoria

Cipolletta (Aie): “Perdiamo copie, servono politiche per il libro”

“Ci vogliono politiche per il libro”: il mercato dei libri non decolla, la preoccupazione del presidente dell’Aie Innocenzo Cipolletta. Gli editori di libri italiani hanno accusato una stagnazione nel primo semestre di quest’anno. Che interrompe, di fatto, un periodo caratterizzato da una crescita lusinghiera. E che, ora, fatica a mantenere il boom raggiunto subito dopo il Covid. Il guaio peggiore, raccontano gli editori, è il fatto che si è perso poco meno di un milione di copie vendute. Un disastro. A cui bisogna subito opporre una strategia per spingere il settore a recuperare terreno. “L’ editoria italiana, dopo il balzo avvenuto nel 2021, fatica a crescere ancora e anzi, se consideriamo l’inflazione, perde terreno. È in calo anche il numero di copie vendute. Sono segnali preoccupanti per un Paese che non ha una vera politica organica per il libro e per la lettura e che anzi, negli ultimi due anni, ha visto venir meno risorse pubbliche a sostegno del settore per almeno 100 milioni”, ha affermato in una nota Cipolletta. Il quale ha aggiunto: “L’ editoria ha dimostrato in questi anni solidità e capacità di rinnovamento uscendo rafforzata dalla crisi del Covid. Ma – è il monito del presidente Aie – senza politiche industriali organiche e di lunga prospettiva, oggi rischiamo di perdere la sfida dell’innovazione rispetto a cambi epocali come quello imposto dall’intelligenza artificiale. Nell’anno in cui siamo Paese Ospite (della Buchmesse, una delle più grandi fiere dell’editoria europea ndr), torniamo a essere un esempio per gli altri Paesi europei”.

Per Cipolletta, dunque, è necessario che si intervenga approntando politiche finalizzate a valorizzare il libro e, in generale, l’intero comparto editoriale italiano. Che vale qualcosa come 3,5 miliardi di euro di fatturato.

Luca Esposito

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