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Chiusura edicole. A Foggia nel Subappennino Dauno il dramma è realtà

Dal 14 ottobre prossimo, in molti comuni montani della provincia di Foggia non si potranno più acquistare giornali, che in queste piccole e spesso isolate comunità montane, rappresentano ancora i principali mezzi di informazione. Tutto questo a causa di una drastica decisione dell’azienda di diffusione editoriale Lobuono di Bari, che si è vista costretta a tagliare la distribuzione di giornali e riviste a ben quindici centri del Subappennino Dauno (Bovino, Biccari, Candela, Castelluccio dei Sauri, Casalvecchio di Puglia, Volturino, Panni, Faeto, Anzano di Puglia, Castelluccio Valmaggiore, Roseto Valfortore, Monteleone di Puglia, Carlantino, Alberona, e Volturara Appula e Casalnuovo Monterotaro). Già lo scorso gennaio, l’editoria nazionale aveva subito un duro colpo a causa del temibile D.L.63/2012, con il quale veniva disposta la cessazione dei contributi per l’editoria, a cui si sono andati ad assommare, come in questo caso, drammatiche realtà sociali dei centri minori. Abbandonati a loro stessi, gli esercenti delle edicole, dovranno provvedere da soli a sostenere l’onere della distribuzione o recandosi giornalmente a Foggia oppure pagando autonomamente un altro distributore. Una situazione questa insostenibile, tanto da far insorgere gli aderenti dello Snag (Sindacato Nazionale Autonomi Giornalai). Renato Russo, vicepresidente dello Snag, ha espresso tutta la sua indignazione per questa offesa alla libera circolazione dell’informazione, rivendicando un accordo che la ditta di distribuzione barese avrebbe sottoscritto con la Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali). Urlano allo scandalo anche i giornalisti della carta stampata, della radio e della televisione (locale e non), in quanto la portata di questo evento drammatico, travalica la ristretta dimensione locale, per diventare un triste campanello d’allarme sullo stato di salute della libera diffusione di informazioni sul territorio nazionale. A questa situazione drammatica si va ad aggiungere anche la notoria carenza di copertura di Rete nell’area Subappenninica, il che rende ancora più difficoltoso l’accesso alle notizie, specialmente per i più giovani. La chiusura di queste edicole rappresenta inoltre uno schiaffo culturale, oltre che morale, agli abitanti di questi piccoli centri, che si vedrebbero così privati dei loro naturali spazi aggregativi e sociali.

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