Editoria

Caso Realiti, Travaglio difende Lucci: “Servizio pubblico non nasconde la verità”

Marco Travaglio “difende” Enrico Lucci. Dopo le polemiche scatenate dall’ultima puntata del programma Realiti, in cui due cantanti neomelodici siciliani hanno “attaccato” la memoria dell’antimafia e delle vittime Falcone e Borsellino, il direttore de Il Fatto Quotidiani invita i politici a guardare in faccia la realtà.

“La miccia innesca il solito falò delle vanità e delle ipocrisie: viva Falcone e Borsellino, abbasso i neomelodici. E, se la questione fosse così semplice, ci uniremmo volentieri al coro degli indignados. Ma è un po’ più complessa. Il programma si occupa dei fenomeni più popolari sui social e purtroppo i neomelodici, perlopiù campani, sono popolarissimi non solo sul web, ma anche nelle piazze del Sud, in particolare della Sicilia”.

E ancora: “Vengono ingaggiati a peso d’ oro ai matrimoni dei clan e alle feste di quartiere, dove dedicano ai boss e ai picciotti detenuti le loro canzoni intrise di cultura mafiosa. Forse che il servizio pubblico deve ignorare questo fenomeno inquietante, ma purtroppo diffusissimo? Grandi registi del Sud gli hanno dedicato film stupendi, grotteschi, neorealisti e per nulla moralistici: Reality di Garrone, Song’ e Napule dei Manetti Bros, Belluscone di Maresco. Chissà quanti fan dei neomelodici li hanno visti e, proprio perché non contenevano prediche ma solo fotografie della realtà, hanno capito qualcosa”.

Perciò la conclusione, per Travaglio, è abbastanza telefonata: “Perché mai la Rai non dovrebbe mostrare anche quegli angoli bui di società, che molti fingono di non vedere e molti ignorano del tutto, salvo poi meravigliarsi se le elezioni danno risultati inaspettati? Piaccia o non piaccia, esiste un’ Italia che preferisce i mafiosi ai giudici antimafia, detesta i pentiti che “fanno la spia”, scambia l’ omertà per coerenza e le menzogne per dignità. Che deve fare il servizio pubblico: nascondere le telecamere sotto la sabbia, o affondarle nella merda che ci circonda per sbatterla in faccia ai benpensanti e ai malpensanti?”

 

 

Ivan Zambardino

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