Radio/TV

Caso Europa 7. Di Stefano presenta il conto e chiede l’applicazione della sentenza del Tar

Per l’Agcom, a cui il consiglio di Stato ha imposto di rimediare alla sfavorevole distribuzione di frequenze TV fatta nel 2009 contro i gruppi Persidera e Europa Way (Europa 7) sarà difficile trovare a breve una soluzione. Si pensa ad un ristoro economico ma Di Stefano frena. Chiede le frequenze. Così come riportato da Italia Oggi, ieri c’ è stata la terza riunione del Tavolo Tv 4.0 in cui si stanno discutendo gli aspetti dell’ abbandono della banda 700 e la sorpresa è stata il fatto che Europa 7, in realtà, l’ indennizzo non lo vorrebbe comunque e il suo patron Francesco Di Stefano continua la lotta (portata avanti per anni sul fronte giudiziario) per avere le frequenze su cui trasmettere nonostante anche le difficoltà economiche in cui si è trovato. Pare che l’editore abbia chiesto al governo che gli sia confermata l’ assegnazione del canale 8 del Vhf, che gli siano concessi i cerotti in Uhf che gli si devono secondo l’ accordo siglato con il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico del governo Renzi, Antonello Giacomelli, e un ulteriore mux in Vhf che reclama in virtù di una sentenza della Corte di giustizia europea. Il progetto è di fare ancora una volta una pay tv, ma con qualcosa di differente rispetto a quello che si è fatto finora. La particolarità, però, è che i cellulari riceverebbero i video non attraverso la connessione internet ma via etere, grazie a un «dongle», un piccolo apparecchietto che connesso allo smartphone consente di vedere anche le trasmissioni via etere: nessun consumo di banda e minore di batteria. Un po’ quello che doveva accadere con il Dvb-h, ormai abbandonato.

Contributo di Europa Way sulla questione frequenze

Ivan Zambardino

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