Il caso Cospito “arriva” ai giornali: a Livorno, è stata recapitata una lettera di minacce al direttore del quotidiano Il Tirreno. La missiva è giunta in redazione, indirizzata direttamente al direttore Luciano Tancredi. Il testo redatto a mano, in maiuscolo, su un foglio a quadretti. Recita: “Se Alfredo Cospito muore, i giudici sono tutti obiettivi. Due mesi senza cibo, fuoco alle galere”. La lettera fa riferimento allo sciopero della fame inscenato dall’esponente anarchico, detenuto a Sassari al regime del 41 bis, che protesta contro il regime carcerario cui è sottoposto dallo scorso maggio. È stato il primo anarchico a essere raggiunto dall’ergastolo ostativo. Ciò dopo la sentenza sull’attentato alla scuola carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo nel 2006. In quell’occasione, Cospito e altri (tra cui la compagna Anna Beniamino, poi condannata a sedici anni e mezzo e oggi detenuta a Roma), avrebbe posizionato due ordigni in altrettanti cassonetti della spazzatura. Le bombe esplosero senza causare feriti. Ma la Cassazione ha ritenuto quell’azione, che gli era costata inizialmente una condanna a venti anni per strage, riconducibile a un attentato contro la sicurezza dello Stato. Perciò gli è stato comminato il carcere duro. Cospito, inoltre, è già in carcere da dieci anni perché ritenuto colpevole della gambizzazione dell’ad di Ansaldo Roberto Adinolfi, avvenuta nel 2012. L’esponente è ritenuto uno dei capi della Fai, la federazione anarchica informale e sarebbe un leader riconosciuto a livello internazionale.
La sua protesta, in queste ore, lo ha debilitato e si teme per la sua vita. Gli anarchici hanno alzato il livello dello scontro, in Europa e in Italia. Tra roghi e attacchi ai luoghi delle rappresentanze italiane diplomatiche. Tra le azioni, anche quella di inviare una lettera al direttore di un giornale quotidiano come il Tirreno di Livorno. Al giornale è giunta la solidarietà della politica, al di là di sigle e schieramenti. Dal Pd fino a Fratelli d’Italia.
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