Casaleggio trascina in tribunale l’Incontro di Segre: “Mai arrendersi per battaglie giuste”

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Un articolo di critica alla piattaforma Rousseau costerà una causa alla rivista L’Incontro. Non si tratta di un giornale come tanti altri: è stato fondato e diretto, dopo la seconda guerra Mondiale, da Bruno Segre. Avvocato a cui fu impedito di esercitare dal regime a causa delle leggi razziali, si arruolò nella brigata Giustizia e Libertà. Fu partigiano e, nei decenni a seguire, la sua rivista è stata un faro per il pensiero liberale, che ha rapidamente tracimato i confini del Piemonte per imporsi a livello nazionale e finanche europeo.

Segre, giusto un anno fa, ha deposto le cariche. Compiuti cent’anni, ha lasciato il timone della sua creatura a un gruppo di amici che s’è fatto compito preciso il portare avanti le sue idee e battaglie e ha condotto L’Incontro sul web.  Ma è accaduto, come riporta Repubblica Torino, che un articolo pubblicato a novembre 2019, a firma di Riccardo Rossotto, ha destato le ire dell’associazione che gestisce la piattaforma legata al Movimento 5 stelle e a Davide Casaleggio. Inizierà il dibattito in tribunale a ore, ma quello in rete s’è già sviluppato. E ha registrato un’ondata di solidarietà ai redattori e responsabili della rivista nata dalla sensibilità di Segre. Tanti gli attestati di stima rispetto a una reazione, da parte di Casaleggio, che è apparsa sproporzionata rispetto ai contenuti stessi dell’intervento, intitolato “Rousseau, una distorsione paradossale della democrazia”.

Sul loro sito, dalla rivista l’Incontro è arrivato il ringraziamento a lettori e amici, vecchi e nuovi. Ecco il post: “Le prime reazioni sono state di due tipi. La sorpresa e l’emozione di constatare una vicinanza, una partecipazione, una solidarietà per L’Incontro inaspettate. La conferma che siamo sulla strada giusta, quella iniziata dal nostro fondatore 70 anni fa. Una strada irta di difficoltà e di rischi ma con un valore assoluto e non negoziabile da difendere a tutti i costi: la libertà di stampa”.

E ancora: “Il diritto di poter esprimere le proprie opinioni, i propri dubbi, le proprie preoccupazioni per fenomeni o modelli che possono mettere in crisi la nostra democrazia, conquistata con sacrifici e lutti non dimenticabili”.

Infine, dopo la promessa di avere intenzione di andare fino in fondo alla vicenda, i ringraziamenti: “Grazie dunque a tutti quelli che ci sono vicini in un momento importante della nostra testata: garantiamo a tutti che, nei nostri limiti, cercheremo di seguire sempre la grande lezione che ci ha insegnato Bruno Segre. Non bisogna mai arrendersi quando si combattono delle battaglie giuste!”.

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