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Cartello degli ebook, Apple colpevole: multa da 450 milioni

Apple ha fatto parte di un cartello per aumentare il prezzo degli ebook: la Corte Suprema degli Stati Uniti conferma la sentenza di due anni fa della corte d’appello federale. Ora l’azienda di Cupertino dovrà pagare una multa da 450 milioni di dollari

Arriva l’ultima parola sul caso del “cartello degli ebook” in America. A due anni dalla condanna in appello presso il tribunale di New York, Apple viene riconosciuta colpevole anche dalla Corte Suprema e subisce una maxi multa da 450 milioni di dollari. Il colosso di Cupertino viene quindi punito per aver costituito un vero e proprio cartello con cinque grandi editori con lo scopo di battere la concorrenza di Amazon e di aumentare i prezzi dei libri digitali.

I fatti risalgono al 2010 e vedono coinvolti anche Hachette, Harper & Collins, Penguin, Simon & Schuster e MacMillan. L’accordo tra editori e rivenditore (all’epoca Amazon era pressoché monopolista) prevedeva che fosse proprio la compagnia di Jeff Bezos a stabilire il prezzo di vendita. Amazon, che proprio in quel periodo stava cercando di dare impulso alle vendite del Kindle, comprava libri all’ingrosso per poi rivenderli a meno di 10 dollari. La situazione si fece in breve poco gradita agli editori, che vedevano pochi margini di guadagno, e ad altre aziende che volevano entrare nel mercato degli ebook.

Per riuscire a crearsi un varco, Apple convinse i cinque grandi editori a cambiare i termini dell’accordo, trasformandolo in un modello in cui erano proprio loro a decidere i prezzi di vendita. Il giudice che si occupò della vicenda in primo grado scrisse che in questo modo i prezzi aumentarono in maniera sensibile (del 50% o anche di più) da un giorno all’altro. Il risultato? Apple si garantì un nuovo flusso di ricavi grazie ad una nuova caratteristica per l’iPod, mentre Amazon non riuscì più a mantenere il suo regime di prezzi sugli ebook.

Hachette, Harper & Collins, Penguin, Simon & Schuster e MacMillan preferirono evitare il processo e si sono accordati separatamente per il risarcimento nei mesi scorsi. Solo Apple ha voluto portare avanti la sua causa affermando di aver contribuito in questo modo a rompere un monopolio e di aver aperto il mercato dell’editoria digitale alla concorrenza favorendo l’ingresso di altri soggetti. Non solo, l’azienda di Cupertino sostiene anche che grazie a questa mossa si sia giunti all’aumento dei titoli disponibili in versione ebook ed al nuovo abbassamento dei prezzi.

Ma i tribunali di New York, prima, e della Corte Suprema, poi, non si sono dimostrati dello stesso avviso. Adesso Apple dovrà tener fede al patteggiamento sottoscritto in precedenza, che era vincolato all’esito dell’appello, versando 450 milioni di dollari. 400 milioni finiranno nelle tasche dei clienti coinvolti, 20 milioni verranno divisi tra i 33 Stati che hanno preso parte alla causa, mentre gli ultimi 30 milioni se ne andranno per coprire le spese legali del procedimento.

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