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Canone frequenze. La patata bollente passa dall’Agcom al Governo

Con la delibera approvata la settimana scorsa, l’Agcom “ha fatto la sua parte” e adesso la palla passa al governo “che ci aggiungera’ del suo, come e’ giusto che sia”. Lo ha detto davanti alla commissione parlamentare di vigilanza Rai il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, riferendosi al criterio di applicazione progressiva del nuovo sistema di contributi per l’uso delle frequenze tv terrestri in tecnica digitale contenuto nella delibera. “L’Autorita’ – ha sottolineato Cardani – nel provvedimento approvato si e’ limitata a suggerire l’adozione del criterio di applicazione progressiva del nuovo sistema di contribuzione, indicando a tal fine parametri a cui potrebbe improntarsi la relativa disciplina. In particolare, ferme le valutazioni di competenza del governo sulla compatibilita’ di tale criterio con l’equilibrio delle finanze pubbliche, e’ stato previsto che il ministero possa dare corso all’applicazione progressiva del contributo mediante un meccanismo graduale (glidepath) di durata temporale fino a 8 anni, ridotto alla meta’ per gli operatori di rete verticalmente integrati che detenevano il maggior numero di multiplex alla data del completamento del passaggio alla tecnica digitale, a partire dal 2014 e con entrata a regime al termine del periodo”. Cardani ha quindi evidenziato, sempre riguardo all’applicazione del criterio di progressivita’, che “l’Autorita’ ha ritenuto di dover rimettere ogni valutazione in merito ai competenti organi di governo”. “Il provvedimento approvato il 30 settembre – ha concluso Cardani – ha avuto come fine quello di rendere l’entita’ del contributo maggiormente proporzionata allo scopo perseguito, giustificata e non discriminatoria. In questa prospettiva – ha infine ricordato – l’approvazione della delibera e’ stata preceduta da una interlocuzione con il sottosegretario Giacomelli, il quale alla fine del mese di luglio aveva preannunciato l’intendimento del governo di procedere a un riordino complessivo della disciplina in materia di frequenze, contributi e canoni, nell’ambito di un disegno di riforma unitario e coerente”.

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