Cambio ai vertici Rai, arrivano Soldi e Fuortes

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Cambio ai vertici Rai. Il governo ha indicato i nomi di Marinella Soldi e Carlo Fuortes, rispettivamente, come presidente e amministratore delegato dell’azienda. La scelta è arrivata dal ministero dell’Economia ed è stata evidentemente condivisa da Palazzo Chigi che nel fine settimana scorso ha diffuso la notizia. Raccogliendo, per lo più, adesioni entusiastiche nell’area centrista e “franceschiniana” del Partito democratico e in Italia Viva.

Chi è Carlo Fuortes

Carlo Fuortes è stato sovrintendente al teatro Petruzzelli di Bari fino al 2013. Prima, è stato direttore generale delle Scuderie del Quirinale a Roma (2002-03), e fino al 2015 ha diretto l’Auditorium Parco della Musica. Il 23 dicembre del 2013 è stato nominato sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma e nel 2016 è stato commissario straordinario della Fondazione Arena di Verona. Vicino al ministro Dario Franceschini, è laureato in scienze statistiche ed economiche.

Chi è Marinella Soldi

Marinella Soldi è, sostanzialmente, londinese. Nata in Italia ha consumato in Inghilterra studi e carriera professionale. Ha conseguito la laurea in Economia presso la London School of Economics ed un Master in Business Administration. È presidente non esecutivo della fondazione Vodafone Italia, amministratore non esecutivo e presidente dei comitati di nomina e remunerazione per Nexi, Ariston Thermo e Talent Garden. Fino all’ottobre del 2018, Soldi è stata Ceo di Discovery Network Southern Europe. Carica che ha ricoperto per dieci anni.

Usigrai: “Draghi rispetti le procedure per le nomine”

Soldi e Fuortes, dunque, dovrebbero rappresentare il futuro prossimo di viale Mazzini. Che saluta, dunque, il triennio di presidenza affidato – all’epoca del primo governo Conte – al giornalista Marcello Foa. E proprio in vista dell’arrivo a Saxa Rubra dei nuovi dirigenti, l’Usigrai ha scritto una lettera al presidente del consiglio Mario Draghi. Richiamandolo al rispetto delle procedure. ““La norma vuole che il Presidente sia scelto dal Cda. Lo spirito della norma vuole che non sia diretta emanazione del governo. Non compia anche Lei l’errore commesso dai governi che l’hanno preceduta: anche perché i guasti di quelle scelte in Rai sono sotto gli occhi di tutti. Presidente Draghi, assicuri alla Rai quell’autonomia che Lei ha difeso da Presidente della Banca d’Italia e della Bce. La speranza di rinascita e di ripartenza della Rai passa anche per la riconquista della sua autonomia”.

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