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CALTAGIRONE VARA IL PIANO ANTI-CRISI: TAGLI AL PERSONALE E CHIUSURE REDAZIONALI

Caltagirone Editore si prepara a ristrutturare le redazioni dei suoi tre principali quotidiani: il capitolino Messaggero, il Gazzettino di Venezia e il Mattino di Napoli. Parola d’ordine: gestione del flusso di notizie “in maniera organica e continua”, strategia che si dovrebbe tradurre nella creazione di sinergie editoriali. Ma non solo. Allo studio ci sono anche tagli tra i giornalisti, chiusure di redazioni locali e sedi di corrispondenza, oltre che accorpamenti di sezioni interne ai tre quotidiani.
Al Gazzettino – diretto da Roberto Papetti -, per contrastare i 23 esuberi tra i redattori prospettati dalla proprietà e le chiusure delle sedi di Bassano del Grappa, Vicenza e Roma, è stato annunciato uno sciopero di 10 giorni. Per quanto riguarda il Mattino – diretto da Mario Orfeo -, tra i 37 esuberi previsti, ci sono 25 pensionamenti e prepensionamenti, il mancato rinnovo di 5 contratti a tempo determinato, di 2 corrispondenti e il taglio di 5 collaboratori fissi. Il giornale, inoltre, si appresterebbe ad accorpare la redazione economica con quella politica, la cultura con gli spettacoli, mentre gli esteri si fonderanno con gli interni. Chiuderà la redazione di Roma, così come cesseranno di esistere gli uffici di corrispondenza di Milano e Reggio Calabria.
Nella testata diretta da Roberto Napoletano, invece, non ci sarebbero al momento piani di riorganizzazione; la proprietà avrebbe richiesto solo una riduzione del 20% delle domeniche lavorate e preannunciato il mancato rinnovo dell’accordo economico sull’aggiornamento professionale.
Tra i motivi che hanno portato il gruppo guidato da Francesco Gaetano Caltagirone a varare queste economie ci sarebbe il rallentamento della raccolta pubblicitaria: giù del 35%. A cui si aggiungerebbe anche il peso di un disavanzo del 2008, pari a 380 mila euro.

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