Cairo vince la sfida Rcs, i prossimi passi per la validità dell’offerta

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Urbano Cairo ha vinto la partita con Andrea Bonomi per il controllo di Rcs Mediagroup e ha acquisito quasi il 50% delle azioni. Giovedì diffusi i dati ufficiali, ora i due contendenti devono esprimere un parere favorevole e non è chiaro se anche la Consob dovrà esprimersi in merito

Urbano Cairo, dopo l’acquisizione del 48,8% delle azioni, è il nuovo maggior azionista di Rcs Mediagroup. Il cambiamento ha convinto il mercato più della continuità, l’editore puro si è imposto contro l’imprenditore. Il patron di La7 è riuscito a sconfiggere la cordata dei soci storici guidata dal finanziere Andrea Bonomi per la proprietà (tra gli altri) del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport.

I dati, che saranno diffusi in via ufficiale giovedì 21 luglio, parlano per ora di un’adesione all’offerta di Cairo Communication pari al 48,8%, come detto, mentre quella di Bonomi ha ottenuto il 37,7% delle azioni. Normalmente, hanno spiegato alcuni esperti, i dati disponibili subito dopo la chiusura delle adesioni non presentano molte differenze rispetto a quelli ufficiali, e il distacco è abbastanza ampio per poter dire che Cairo ha vinto.

Ma per fare in modo che l’operazione sia considerata valida manca ancora una cosa: Cairo e Bonomi devono esprimere un parere favorevole. In pratica i due sfidanti devono decidere se siano state raggiunte o meno quelle “condizioni sul quantitativo minimo di efficacia”, ossia se abbastanza azionisti hanno aderito all’offerta vincente. Nessuno dei due ha raggiunto l’obiettivo fissato (per Bonomi il 66,7%, per Cairo il 50% più un’azione) ma entrambi hanno dichiarato che avrebbero accettato anche adesioni minori, rispettivamente del 30 e del 35%. Questo a patto che la propria offerta risultasse vincente. Inoltre non è ancora chiaro se anche la Consob dovrà dichiarare valida l’operazione.

Una volta ricevuto l’ok Cairo potrà nominare il nuovo cda di Rcs Mediagroup e diventarne il nuovo amministratore delegato. Uno scossone non indifferente per tutto il settore, ma anche per la stessa Rizzoli Corriere della Sera. Proprio negli ultimi mesi, infatti, i maggiori rivali tra i quotidiani hanno dato il via alla fusione (Stampa e Repubblica), mentre sul fronte dei libri Rizzoli è stato ceduto al maggior competitor, Mondadori.

Guardando ai primi numeri Cairo si è detto soddisfatto, anche se la vera vittoria “è quella da fare in azienda. Un grande lavoro di sviluppo, efficienza, di valorizzazione delle risorse”. Bonomi ha parlato attraverso un comunicato stampa diffuso dalla International Media Holding: “Prendiamo atto dei risultati dell’offerta. Facciamo le nostre congratulazioni a Cairo e auguriamo un prospero futuro a Rcs”. Bonomi & chiudono il comunicato spiegando che “si è trattato di un’operazione di mercato che, grazie al nostro interesse, ha consentito di far realizzare valori più adeguati a favore di tutti gli azionisti della società”.

Ma la sfida tra Cairo e Bonomi ha anche un risvolto sul mondo delle banche. Su questo fronte Mediobanca (socio storico di Rcs) ha subito una sconfitta bruciante, resa ancora più indigesta dalla vittoria di Intesa Sanpaolo, advisor fin dalla prima ora dell’offerta dell’editore piemontese che ha sempre sostenuto la discesa in campo di un editore puro.

Ora cosa succederà: appena saranno comunicati i dati ufficiali gli azionisti che hanno aderito all’offerta di Bonomi avranno cinque giorni di tempo per decidere se cambiare la loro decisione. Non è chiaro cosa accadrà per quanto riguarda l’offerta perdente. La Consob dovrà decidere se potrà trattenere le azioni rimaste dopo la migrazione, cosa che secondo i consulenti di Cairo non dovrebbe essere possibile.

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