La Commissione Ue ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per la tardiva applicazione del pacchetto telecom, che prevede tra l’altro la possibilità di cambiare operatore mobile in un giorno senza cambiare numero, maggiore chiarezza sulle offerte e i servizi acquistati e maggiore protezione dei dati. Lo comunica la Commissione in una nota. La Commissione ha inviato all’Italia e ad altri 19 Paesi membri (tra cui Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo e Olanda) una ‘lettera di messa in mora’, il primo stadio della procedura d’infrazione che può portare fino al deferimento alla Corte di giustizia. Gli stati colpiti dalla procedura hanno due mesi di tempo per rispondere, dopo i quali Bruxelles passerà al secondo passo che é il ‘parere motivato’, con cui li obbliga formalmente ad applicare la legislazione in questione.
Il cosiddetto “pacchetto telecom”, o la maxi-riforma delle tlc europee, è stata approvato a novembre 2009 e gli Stati membri avevano fino al 29 maggio 2011 per recepire le sue regole. La riforma, che ha creato un’Authority centrale, rafforzato il controllo di Bruxelles sul settore, ha anche ampliato i diritti dei consumatori. In base alle nuove norme, si può infatti cambiare operatore telefonico, fisso o mobile, in un solo giorno e conservando il proprio numero. Inoltre, i cittadini devono essere meglio informati sui servizi che sottoscrivono e devono avere l’opzione di firmare un contratto con gli operatori di telefonia che non duri più di un anno.
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