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Braccio di ferro al Sole 24 Ore, il Cdr: “Da editore e direttore risposte sorprendenti”

Non si spegnono le polemiche al Sole 24 Ore, continua il braccio di ferro tra il comitato di redazione e l’editore sul presunto endorsement del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a favore della Lega.

Il primo giro di valzer s’è concluso con gli interventi del direttore Fabio Tamburini e del management della società che edita il giornale. Ora tocca al CdR suonare la campanella per il secondo round.

“La redazione del Sole 24 Ore trova sorprendenti le risposte del direttore e dell’editore al comunicato pubblicato ieri sul Giornale, in cui il CdR ha rivendicato l’autonomia e l’indipendenza dei giornalisti del Sole”. Una per volta, le repliche: “Al direttore, che considera ‘inaccettabile’ che venga messa in dubbio l’autonomia della testata essendone egli stesso il garante, rispondiamo accogliendo le sue rassicurazione, ricordando che questa autonomia trae forza anche dalla terzietà del suo ruolo”.

Il Comitato di Redazione, però, prende atto della smentita sostanziale offerta da Bocca sullo spinoso caso “endorsement”: “Prendiamo inoltre atto delle precisazioni del presidente Boccia sulla vicenda che lo ha visto coinvolto, in merito alle sue pur legittime prese di posizione nei confronti di un partito politico e accogliamo le parole dell’editore laddove considera ‘autonomia e indipendenza’ valori fondanti dell’informazione del Sole 24 Ore”.

Ma non è tutto, perché l’intervento dell’editore finisce sezionato e sotto accusa: “Risulta pertanto incomprensibile quell’invito dell’editore al Cdr ‘a un maggior equilibrio’ per non compromettere l’azione di rilancio del gruppo. Incomprensibile – accusa il Cdr – perché l’equilibrio da sempre connota le scelte e l’azione dei giornalisti del Sole 24 Ore, unica componente val la pena di ricordarlo ancora una volta e soprattutto ai nostri lettori che per anni ha denunciato inascoltata in tutte, in tutte le sedi (a partire dall’assemblea degli azionisti oltre che con i consueti strumenti sindacali) le gravi scelte dell’azienda e dello stesso editore, intervenuto solo quando la drammaticità della situazione lo ha costretto”.

Ivan Zambardino

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