«Con questo provvedimento si è garantito alle aziende editoriali di prolungare il diritto soggettivo e quindi di accedere al credito bancario per un anno. È chiaro che in un momento di crisi questo è un provvedimento e, dopo le elezioni, partirà in Parlamento la riforma generale dell’editoria per la quale sentiremo tutte le categorie interessate e ci dovremo impegnare a chiudere prima dell’autunno per avere un quadro sul 2011». Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti parlando in Transatlantico dopo l’approvazione del dl milleproroghe contenente le norme sull’editoria.
«Tutte le voci – aggiunge – dovranno essere riviste e il settore dovrà essere rivisitato con criteri di risparmio e assoluta compatibilità con le disponibilità finanziarie. Su questo sono d’accordo con Tremonti. L’obiettivo è eliminare gli sprechi, togliere contributi a testate che non li meritano, adottare criteri migliori per prolungare l’occupazione ai cittadini, migliorare criteri che abbiamo già nel nostro regolamento per individuare le copie vendute.
La riforma deve essere fatta con uno spirito bipartisan, rigorosamente al di sopra delle parti e con l’aiuto di tutti». Ma, in ogni caso, «se non mettiamo un limite molto severo a quelle testate che non meritano nulla rischia tutto il settore».
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