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BONAIUTI, ORA CONTRATTO E ALTERNATIVE A TAGLI

Un auspicio e due impegni: la conclusione in tempi rapidi per il rinnovo del contratto dei giornalisti, in modo da definire le regole di applicazione delle misure per gli ammortizzatori sociali e poi lo studio di ipotesi alternative ai «tagli secchi all’occupazione» e gli Stati generali dell’editoria per essere pronti al rilancio del settore. È la road map del governo per far fronte alla crisi dell’editoria, delineata oggi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Primo passo, ha sottolineato Bonaiuti davanti alla commissione Cultura della Camera, alla quale ha consegnato l’ultima versione del regolamento sull’editoria varato dall’esecutivo, è il rinnovo del contratto, che va chiuso «al più presto» da Federazione degli editori e Federazione della stampa. Il governo, ha ricordato il sottosegretario, ha stanziato 20 milioni per i prepensionamenti, 10 per i quotidiani e altrettanti per i periodici: «Dobbiamo cercare di avere un quadro esatto della situazione per capire come varare i regolamenti attuativi di queste misure e un sostegno fondamentale ci viene proprio dal contratto di lavoro». Ma è anche necessario studiare «nuovi strumenti», anche perchè un solo prepensionamento costa circa 60 mila euro all’anno: ne bastano dunque 500 per superare ampiamente i 20 milioni messi a disposizione. «Siamo d’accordo con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi – ha detto Bonaiuti – sull’opportunità di trovare forme innovative, per esempio lavorare meno, per ripartire l’aggravio tra i lavoratori, gli editori e il governo, consentendo alle aziende editoriali di essere pronte, con tutti i loro organici o comunque con riduzioni di organico inferiori a quelle di cui si parla, a cavalcare la ripresa quando inizierà, speriamo a inizio 2010». In prospettiva, il governo pensa poi di «aprire una nuova discussione, coinvolgendo Camera e Senato, in vista degli Stati generali, per essere pronti al rilancio del settore appena sarà reso possibile dalle mutate condizioni economiche». In quest’ottica, ha spiegato Bonaiuti, si collocano due studi affidati al Dipartimento per l’informazione e l’editoria di Palazzo Chigi: uno sul sistema dei contributi pubblici (dal quale il governo stima che dipenda il 18% dell’occupazione nel settore), l’altro sulla lettura. Su questo fronte è allo studio con il ministero dell’Istruzione una campagna promozione, su stampa e tv, che coinvolgerà innanzi tutto le scuole.

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