Torna l’ipotesi, anzi la proposta, di una “Netflix” italiana, magari imperniata sul servizio pubblico. È diventato un leit motiv del dibattito audiovisivo italiano. Quando si parla di Rai, e delle potenzialità del pubblico rispetto alle proiezioni e alle potenzialità dello streaming digitale, riciccia la questione. Una “Netflix” italiana, che possa dare, stando a quanto dice la presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia, una chance al pluralismo dei media. Che, altrimenti, rischierebbe di rimanere stritolato tra i giganti e i colossi digitali.
Intervistata da Prima Pagina News ADI Agenzia delle Infrastrutture, Floridia torna sulla proposta di Netflix italiana: “Gli editori sono ostaggio di piattaforme che decidono chi esiste e chi scompare nel flusso informativo, mentre drenano risorse pubblicitarie. È un rapporto predatorio, non una partnership. Il valore prodotto dal giornalismo viene sistematicamente estratto da chi controlla gli algoritmi. Pensare di risolvere il problema a livello nazionale è illusorio: questi attori giocano su scala globale”. Una premessa doverosa a cui fa seguito un appello all’Ue: “Senza una risposta europea dura, il pluralismo sarà semplicemente sacrificato agli interessi di pochi monopoli digitali. L’Italia dovrebbe dotarsi di una strategia autonoma – prosegue la Presidente Floridia – perché una comunicazione istituzionale che si appoggia quasi interamente a infrastrutture gestite da soggetti privati stranieri è una vulnerabilità strutturale, non un dettaglio tecnico. Quando la distribuzione dei messaggi pubblici passa da piattaforme come Google o Meta, lo Stato perde una quota di controllo sulla propria stessa visibilità informativa”. E quindi ha concluso: “La tecnologia da sola non basta: il ruolo dell’editoria – conclude – resta decisivo come presidio critico e indipendente, capace di verificare e contestualizzare l’informazione pubblica. Senza media forti e autonomi, anche la migliore infrastruttura rischia di diventare un megafono unidirezionale”.
La Netflix italiana è stata un cavallo di battaglia dell’ex ministro alla Cultura Dario Franceschini. Un progetto che trovò concretezza nella piattaforma ItsArt. Che, purtroppo, fallì i suoi obiettivi e fu chiuso.
Il tema dei contributi pubblici all’editoria torna al centro del dibattito politico ed economico italiano,…
Non c’è due senza tre: i giornalisti tornano in sciopero, la data da cerchiare in…
Dopo tre anni di silenzio assoluto nelle relazioni sindacali, e a oltre vent’anni dal rinnovo…
Il Ministro Giuli ha chiuso in un cassetto il decreto per il finanziamento delle pagine…
Negli ultimi venti anni hanno chiuso circa 18.000 edicole. 8.000 negli ultimi dieci. Oggi in…
Tornano in piazza, stamattina a Roma, i giornalisti: chiedono la pubblicazione delle tabelle dell’equo compenso.…