“Basta razzismo”, e adesso l’Arsenal potrebbe lasciare i social

0
275

“Come spieghi a un calciatore di colore che un contenuto piratato viene rimosso in pochi minuti, ma non è lo stesso per gli insulti razzisti?”. Un’altra figuraccia per i social che adesso rischiano di perdere nientemeno che lo storico e prestigioso club calcistico dell’Arsenal di Londra. Solo su Facebook, i Gunners vantano oltre 37 milioni di “seguaci”, altrettanti su Twitter e Instagram: la squadra – celebrata dalla letteratura sportiva (ricordate “Febbre a 90”? di Nick Hornby?) e sostenuta anche dalla regina Elisabetta – potrebbe lasciare i social perché stufa degli insulti razzisti e sinceramente scandalizzata a causa della politica degli Ott che, nonostante le intemerate e i proclami, lascerebbe impunite le migliaia di affermazioni discriminatorie che appaiono in rete. E che, nei giorni scorsi, hanno costretto una leggenda del calcio e del club londinese come il francese Thierry Henry a salutare i social e cancellare i suoi profili.

In un’intervista rilasciata a Sky, il direttore del club Vinai Venkatesham ha espresso i suoi dubbi e il suo disagio nei confronti delle politiche adottate online dai colossi del web. L’efficienza raggiunta per contrastare altri (e gravissimi) fenomeni come la pirateria non è minimamente paragonabile al contrasto al razzismo. E ciò fa insorgere più di un dubbio sulla permanenza in rete della squadra.

Che intanto ha annunciato di aver avviato una campagna proprio contro gli abusi in rete e ha chiesto ai suoi followers di partecipare inviando contributi contro il razzismo e il bullismo online. Non si tratta del primo caso del genere e già da anni il movimento calcistico inglese sta portando avanti una lotta serrata agli eccessi della rete e, in particolare, al lassismo dei social network.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome