Il governo sblocca i fondi a Dire, adesso la palla passa all’editore. L’annuncio del sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega all’editoria Alberto Barachini era quello atteso dai giornalisti dell’agenzia che, da diversi mesi, non hanno avuto lo stipendio. Una situazione che aveva spinto i lavoratori a incrociare le braccia e a dichiarare, con l’agitazione, anche lo sciopero. Ora, con le parole giunte dal sottosegretario Barachini, la palla passa nel campo dell’editore: “Dopo aver svolto le opportune verifiche, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio ha attivato le procedure per sbloccare il pagamento relativo all’ultimo trimestre 2024 dell’attività svolta dall’agenzia di stampa Dire”. L’esponente dell’esecutivo ha poi aggiunto: “In ragione della rapida attività svolta dal Dipartimento per sbloccare i pagamenti” e pertanto il sottosegretario ha sollecitato l’editore a “corrispondere prontamente le retribuzioni dovute a dipendenti e giornalisti dell’agenzia di stampa”.
«Il Dipartimento -aggiunge la nota- è in attesa di un parere dell’Avvocatura dello Stato, per l’erogazione del compenso relativo all’attività dei primi due mesi del 2025. Quanto, invece, alla riattivazione del contratto relativo alla fornitura dei servizi per l’elenco della rilevanza nazionale, il presupposto essenziale è l’approvazione da parte dell’Agenzia dell’Entrate di un piano di ristrutturazione del debito presentato dell’editore”.
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