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Baidu: il google cinese che le canta a tutti

È il numero uno in Cina come motore di ricerca, si chiama Baidu è quotata in Borsa e possiede un enciclopedia on line a mò di Wikipedia, scritta collaborativamente, e in più non manca di rimandi alla tradizione: il suo nome è ispirato ad un poema dell’antica tradizione cinese della Dinastia Song.  Corre da solo Baidu, che si presenta sul mercato come browser autonomo e pronto a sfidare i titani della rete come Microsoft, Google e Mozilla, forte del 75% degli utenti che affollano la sua pagina.  Tra i sevizi offerti da Baidu c’è quello di ricerca di file multimediali, in grado di trovare file musicali in formati come MP3, WMA e SWF, attraverso il servizio « Mp 3 search», servizio che ha contribuito alla popolarità del motore di ricerca ma che allo stesso tempo gli ha causato problemi legali. Accade infatti che nel 2008 Universal, Warner e Sony fanno causa a Baidu con l’accusa di violazione del diritto d’autore e richiesta di risarcimento di nove milioni di dollari: il servizio fornito da Baidu rendeva in qualche modo più facilmente raggiungibili le canzoni da scaricare illegalmente, e ciò causava le proteste delle majors musicali. La battaglia legale si è protratta fino a Luglio di quest’anno, mese in cui è stato siglato un accordo che avrà durata di due anni tra tra Baidu e One-Stop China, che vede le tre grandi del mercato discografico Universal Music Group, Warner Music Group e Sony BMG stringere un patto con il motore di ricerca Cinese, secondo cui quest’ultimo si impegna a bloccare la ricerca e il download dei file musicali condivisi illegalmente raggiungibili dal suo sito. La lotta congiunta alla pirateria on line non farà perdere a Baidu il suo fedele seguito di utenti, (a fine Giugno il Centro di informazioni su Internet stimava 485 milioni di utenti con un tasso di penetrazione del 36,2%), per i quali sarà messo a disposizione mezzo milioni di canzoni, gratuitamente scaricabili dal sito o ascoltabili in streaming ed il ricavato di ogni canzone scaricata sarà ceduto alle case discografiche, all’insegna di uno scambio equo e della salvaguardia del patrimonio artistico.

Luana Lo Masto

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