La conclusione dell’asta Lte che ha trasferito 4miliardi di euro dalle Telco italiane alle casse statali, impone lo sgombero da parte delle Tv locali delle frequenze più pregiate nel giro di 15 mesi, dato che le stesse saranno rese disponibili a partire dal 2013. Il governo «ha deciso di vendere (all’asta) alle società di telecomunicazioni le frequenze dall’UHF 61 al 69 occupate dalle TV Locali. In cambio – e solo a chi consegna spontaneamente la frequenza prima dell’assegnazione – verrebbe dato un irrisorio indennizzo», ha fatto presente l’associazione in una nota. È per questo motivo che il Comitato delle radio Tv locali ha deciso di impugnare la procedura d’asta che «espropria le Tv locali dalle frequenze», dunque «è anticostituzionale, fa chiudere almeno 200 TV locali». Riferendosi al beauty contest, il Comitato si chiede per quale motivo non si siano espropriate in proporzione anche le frequenze delle TV nazionali. «Ma siamo fiduciosi – scrive il comitato – che la Giustizia Amministrativa e la Corte Costituzionale (semmai non intervenga prima la magistratura penale) faccia il suo lavoro e ci liberi da questo cappio al collo. Per parte nostra, abbiamo impugnato il bando-esproprio delle Telecom, il nuovo regolamento capestro del digitale terrestre ed in settimana depositeremo ricorso contro il bando Beauty Contest».
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