ASSOCIATED PRESS FEAT. BAMBUSER: UN CONNUBIO ALL’INSEGNA DEL “CITIZEN JOURNALISM”

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Una accreditata agenzia giornalistica ed una delle maggiori piattaforme di condivisione video (circa un milione di utenti in 190 paesi del mondo) si fondono insieme per sfruttare le abilità dei cittadini-repoter.
L’accordo consentirà all’Associated Press di integrare i propri articoli con i video postati da privati sulla nota piattaforma di live streaming svedese apprezzata per aver dato spazio all’ampio lavoro di documentazione svolto durante la “Primavera Araba” dagli attivisti egiziani e siriani autori dei filmati amatoriali caricati e ritrasmessi dai maggiori network televisivi mondiali (circa 700 reti nel globo).
“La nostra collaborazione con AP è uno sbocco naturale nel nostro sviluppo’’, afferma il presidente di Bambuser, Hans Eriksson. “Per la prima volta, il lavoro di ogni utente di Bambuser può essere conosciuto dai maggiori media mondiali. E’ un grosso passo avanti per i content providers’’. L’integrazione funzionerà in questo modo, l’Ap dietro autorizzazione esaminerà ciascun clip che, se ritenuto utile, verrà inserito sul sito della grande agenzia di informazione internazionale, attiva dal 1846, con tanto di nome del profilo dell’utente di Bambuser.
Una collaborazione che intende assecondare il successo trasversale riscosso dal giornalismo partecipativo grazie anche all’uso diffuso di dispositivi mobili come gli smartphone che fanno dell’utente comune un potenziale reporter, atto a filmare un evento per il solo fatto di esserci e pubblicandolo subito dopo. Una fluidità del mezzo garantita da un servizio veloce sempre più affidato alla tecnologia in live streaming, sfruttando un sistema in grado di trasmettere in diretta attraverso una larghezza di banda concentrata sulle reti mobili per poi caricare fotogrammi aggiuntivi da una rete wi-fi al fine di migliorare il materiale archiviato prima di procedere alla sua pubblicazione definitiva.
Una evoluzione qualitativa che sembra aver già superato la tendenza inaugurata da uno dei più grandi network televisivi, la CNN, quando nel 2006 fondò la piattaforma iReport, broadcaster online di video prodotti da comuni cittadini. A confermare una simile proiezione è lo stesso Ceo di Bambuser: “Quello che si nota ultimamente è l’impatto crescente di contenuti generati dagli utenti nel contribuire alle storie raccontate dai principali media: cittadini giusti nel posto giusto al momento giusto sono parte integrante dei nuovi media”. Un contributo che si è rivelato prezioso soprattutto nel documentare gli accadimenti in Siria, nel Maghreb e Mashrek, altrimenti difficilmente accessibili alle principali testate televisive internazionali.

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