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Assemblea di Articolo 21: continua la battaglia contro il “berlusconismo”

Quella che si sta tenendo in questi giorni (2-3 Marzo) a Roma è la prima assemblea di Articolo 21 senza Silvio Berlusconi al governo. Articolo 21 è un’associazione che prende il nome dal principio costituzionale che ha ad oggetto la libertà di espressione ed informazione. Tra i tanti giuristi, scrittori e giornalisti che hanno aderito al progetto meritano di essere ricordati Giovanna Melandri, Vincenzo Vita, Giuliano Montaldo e Piero Marrazzo. Formalmente l’associazione non ha uno schieramento politico , ma nella sostanza tutti i suoi membri appartengono al centro-sinistra.
Nei fatti la ragione di esistere dell’associazione è la lotta al berlusconismo, che è quel modello di comportamento, figlio delle azioni berlusconiane, che continua a condizionare le attività politiche. Per questo motivo Giuseppe Giulietti, uno dei fondatori di Articolo 21, invita tutti quelli che negli ultimi anni hanno lottato contro bavagli e censure a fare fronte comune con gli associati. Alla presente assemblea ha aderito il Cdr Europa, per il quale “slegare la libertà di stampa dai riflessi economici e garantire la tutela della pluralità dell’informazione in Italia è una priorità irrinunciabile”. Un’altra partecipazione illustre è quella di Roberto Saviano che, come al solito, abbonda con la retorica nel motivare la sua adesione. Ma dice anche cose sensate, soprattutto quando accenna alle influenze della politica su trasmissioni e palinsesti (vero, Rai?). Si accaniscono contro la televisione pubblica anche i giornalisti freelance dell’associazione “Errori di stampa”, in particolare per la discutibile clausola che impone di licenziare le lavoratrici in stato di gravidanza se tale condizione influisce sulla produttività. Si segnala anche l’adesione del gruppo LasciateciEntrare, che ringrazia i giornalisti per aver portato il diritto all’informazione nei centri di identificazione ed espulsione.
L’assemblea sarà anche un’occasione per presentare il nuovo sito, che, si spera, sarà meno legato alla figura di Berlusconi. Nuovi ostacoli alla libertà di espressione emergono di giorno in giorno: ha poco senso concentrarsi ancora sui vecchi.

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